Nata dalle bisacce dei pastori, la Cacio e Pepe richiede un equilibrio millimetrico. Il segreto è la gestione del calore: il Pecorino Romano deve sciogliersi nell'acqua di cottura della pasta (tonnarelli o spaghetti) creando una "cremina" perfetta e avvolgente, impreziosita dalla nota piccante del pepe.
La gricia: l’antenata implacabile
Prima della Carbonara e dell’Amatriciana, esisteva la Gricia. Madre dei primi romani, è l'unione ancestrale di pecorino e guanciale croccante. Senza pomodoro né uovo, è la prova del nove per ogni cuoco: ogni ingrediente deve cantare.
Carbonara: il mito erotico della cucina italiana
È il piatto italiano più iconico al mondo dopo la pizza. Un’esplosione di uovo, pecorino e guanciale (vietate panna e pancetta). Tra le leggende sulle sue origini spiccano il richiamo alla fuliggine dei carbonai e l'incontro, nel 1944, tra le razioni militari alleate (uova e bacon) e la pasta italiana.
L'evoluzione del classico partendo da queste fondamenta, la community Artisti di Barilla Al Bronzo ha reinterpretato la tradizione. Dai Fusilloni alle Linguine, la pasta diventa una superficie creativa che esalta le consistenze, trasformando il rito antico in un’esperienza sensoriale contemporanea.
Roberto Conti

«Ho pensato questo piatto appositamente per Al Bronzo per cui voglio
celebrare l’italianità senza compromessi e con il mio stile. Ho cercato immediatezza nel gusto con una preparazione complessa che valorizza l’aromaticità del pepe e la consistenza magnifica della pasta, in omaggio alla migliore tradizione». (leggi tutto)
Giuseppe Gaglione

«Le mie origini napoletane mi inducono a una costante ode alla mia terra, con il limone emblema della sua prodigalità nella mia cucina mediterranea. Per questa pasta il limone si scompone nel suo spettro gustativo, acido, dolce e amaro, da gustare tutto l’anno». (leggi tutto)
Mirko Di Mattia

«Dalla gricia, madre di carbonara e amatriciana, nasce un’idea nuova: quella di riportare una ricetta di pastori al mare. La sapidità del pecorino incontra l’intensità dei ricci di mare e la cucina laziale si tinge di iodio. È un abbraccio tra terra e mare che rinnova la tradizione sorprendendo e deliziando». (leggi tutto)
Diego Filipponi

«La rivisitazione di un grande classico romano e di un ricordo di famiglia, con una ricerca sull’estetica. La gricia si fa viola grazie all’uso della cipolla rossa di Tropea e vino rosso, due emblemi della cucina contadina che mi riportano alla mia terra e al mio presente, sul lago di Bracciano». (leggi tutto)
Giovanni Ricciardella

«Sono innamorato del wagyu giapponese, una carne pregiatissima per le infiltrazioni di grasso nobile che ho studiato a fondo con passione, ricavandone un burro che uso anche in questa carbonara, succulenta e golosa. Una visione della tradizione elevata ad alta cucina attraverso la ricerca dell’eccellenza». (leggi tutto)