Chef
STEFANO MASANTI
Dalla Valchiavenna alla Napa Valley: Stefano Masanti unisce ingredienti di montagna e tecniche apprese nei suoi viaggi, restando legato alle sue origini.
Nasce a Milano nel 1970, ma appena tre giorni dopo la nascita si sposta in Valtellina dove la sua famiglia gestiva un albergo, a Madesimo, e trascorre l’infanzia tra sala, ristorante e cucina.
La scintilla esplode molto presto: “Avevo sei o sette anni quando vidi Fantasia della Disney, in cui Topolino mescolava nel pentolone come un mago. A Natale chiesi una giacca da cuoco e me la regalarono. Il giorno dopo mi presentai in cucina, in albergo, deciso a fare il cuoco.”
Il padre lo indirizza dunque verso gli studi alberghieri, con l’idea che un giorno possa gestire tutta la struttura alberghiera di famiglia; finita la scuola però, Masanti si ritrova a occuparsi direttamente anche del ristorante Il Cantinone. Senza una formazione classica da cuoco, costruisce tuttavia il proprio sul campo: corsi, confronto con altri chef e lunghi periodi di stage durante le chiusure stagionali del locale.
Il padre lo indirizza dunque verso gli studi alberghieri, con l’idea che un giorno possa gestire tutta la struttura alberghiera di famiglia; finita la scuola però, Masanti si ritrova a occuparsi direttamente anche del ristorante Il Cantinone. Senza una formazione classica da cuoco, costruisce tuttavia il proprio sul campo: corsi, confronto con altri chef e lunghi periodi di stage durante le chiusure stagionali del locale.
Il motore principale del suo lavoro è la curiosità. Negli anni viaggia molto, scambiando tempo e consulenze con ospitalità nelle cucine di mezzo mondo: Hong Kong, Dubai, Brasile, Stati Uniti, Germania, Spagna e Polonia.
“Ho sempre portato a casa tecniche e idee dai miei viaggi, declinandole poi nei prodotti del mio territorio.”
La sua cucina parte infatti dagli ingredienti locali. Tra Valtellina, Valchiavenna e lago di Como costruisce nel tempo una rete di piccoli produttori, come allevatori, pescatori, orti e raccoglitori di erbe spontanee. Le tecniche possono arrivare da lontano, ma il punto fermo resta sempre il prodotto di montagna, riconoscibile nei pizzoccheri e nella sua polenta.
Masanti definisce la sua cucina “moderna valchiavennasca”: territorio, ingredienti locali e uno sguardo aperto sul mondo.
“Ho sempre portato a casa tecniche e idee dai miei viaggi, declinandole poi nei prodotti del mio territorio.”
La sua cucina parte infatti dagli ingredienti locali. Tra Valtellina, Valchiavenna e lago di Como costruisce nel tempo una rete di piccoli produttori, come allevatori, pescatori, orti e raccoglitori di erbe spontanee. Le tecniche possono arrivare da lontano, ma il punto fermo resta sempre il prodotto di montagna, riconoscibile nei pizzoccheri e nella sua polenta.
Masanti definisce la sua cucina “moderna valchiavennasca”: territorio, ingredienti locali e uno sguardo aperto sul mondo.
Il Cantinone resta aperto solo quattro mesi l’anno. Nel resto del tempo Masanti si sposta in California, in Napa Valley, dove da oltre dieci anni guida la V. Sattui Winery. Opportunità nata quasi per caso dall’incontro con alcuni clienti americani: questo rapporto si è trasformato nel tempo in una seconda dimensione professionale. Questo gli permette di confrontarsi con un contesto internazionale, mantenendo pur sempre il legame con la sua valle e il legame col nonno, produttore di salumi, in particolare la bresaola.
Una Stella