La Madonnina del Pescatore, Il Clandestino, Anikò, L’Officina: i luoghi di Moreno Cedroni

Da quando nel 1997 Moreno Cedroni ha conquistato la prima stella Michelin, le sue idee si sono moltiplicate. La sua concezione di gastronomia si è amplificata, virando verso avventure sempre più inusuali e all’avanguardia che gli potessero permettere di raccontare i suoi piatti in modo più eterogeneo. «Ho lavorato molto intorno al cibo, in più campi, paralleli e convergenti».

La “Madonnina del Pescatore” infatti, fondata nel 1984, è soltanto il primo “luogo” di Cedroni, un ristorante dove trovare e sperimentare il “cibo gastronomico”. Il Clandestino invece è arrivato nel 2000, nell’emozionante Riviera del Conero: illuminante location sul mare per ingentilire lo spirito con il “cibo crudo”.

In città poi, nel centro storico di Senigallia, ha preso vita nel 2003 la salumeria ittica Anikò, per poter usufruire del concetto gourmet anche per il “cibo da strada”. Anikò è un prét a porter della buona cucina che è disponibile anche in situazioni più informali e urban style. Sempre nel 2003 nasce un altro concetto avanguardistico, l’Officina: in un magazzino a Marina di Montemarciano (AN) lo chef ha incominciato a produrre in serie le sue ricette.

Fondendo il centenario metodo della pastorizzazione, cottura a 120°C degli alimenti per conservarli in modo perfetto, con il segreto di Pulcinella, materie prime eccezionali, finalmente si possono gustare i piatti di uno chef 2 stelle Michelin seduti comodamente a casa.

Che bellezza aprire le scatolette sigillate delle lumachine di mare in porchetta e sentire il profumo del finocchietto selvatico, o quelle del tonno del Mediterraneo e vedere l’olio verde e non trasparente! Qua lo chef produce anche le marmellate biologiche, i succhi naturali al lime e zenzero, i salami di tonno.

Nel 2010 infine il marchio Clandestino sbarca anche a Milano, nella Maison Moschino: colazioni griffate, menu degustazione direttamente dal Conero, alcuni piatti della Madonnina e altri inediti. L’invenzione più giocosa è il Moskit della colazione, ovvero una scatola da scarpe in cui viene inserito un percorso dolce-salato a sorpresa, al posto del solito buffet che fa riaddormentare il cliente. E il room-service servito in una cappelliera.

Tanti luoghi gastronomici, tutti diversi, ma nessuno di essi sarebbe nato se non ci fossero stati alla base due altri luoghi fondamentali: il cervello, che è sempre dilatato,  e il mare, che è immensamente onnipresente.

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