Chef
STEFANO DE GREGORIO
Stefano De Gregorio attua da DEG una cucina democratica, dove il gusto è comprensibile e riconoscibile, l’esperienza autentica, e la tavola torna a essere luogo di condivisione.
La cucina di Stefano De Gregorio si costruisce attorno a un’idea semplice: creare un rapporto diretto tra chi prepara il cibo e chi lo vive a tavola. Un approccio che rifiuta barriere e che trova nella condivisione e nella comprensibilità del gusto il suo punto di partenza.
Nato a Busto Arsizio nel ‘75 da genitori molisani, cresce con un rapporto autentico e familiare con il cibo. Il suo ingresso in cucina però non è immediato: arriva più tardi rispetto a molti colleghi e proprio per questo si impegna a costruire il suo percorso con determinazione, cercando di recuperare attraverso corsi professionali e una formazione pratica mirata.
Dopo aver imparato le basi, perfeziona la tecnica nella cucina di Tano Simonato, esperienza fondamentale per consolidare metodo e rigore.
Nel 2015 la vittoria al Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo segna un momento di svolta, convincendolo a trasformare una passione in un progetto professionale e di vita. Seguono esperienze che ampliano il suo sguardo, prima con Luigi Pomata, poi accanto a Igles Corelli. Dopo un periodo dedicato a consulenze ed eventi, si aggiudica anche un’edizione del Girotonno nel 2019, rappresentando l’Italia.
Nel 2015 la vittoria al Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo segna un momento di svolta, convincendolo a trasformare una passione in un progetto professionale e di vita. Seguono esperienze che ampliano il suo sguardo, prima con Luigi Pomata, poi accanto a Igles Corelli. Dopo un periodo dedicato a consulenze ed eventi, si aggiudica anche un’edizione del Girotonno nel 2019, rappresentando l’Italia.
Nel 2023 apre a Busto Arsizio il ristorante DEG. Qui la sua idea di cucina prende corpo in una proposta che punta su piatti diretti e leggibili, capaci di parlare a palati diversi.
Al centro del suo lavoro c’è una ricerca costante dell'equilibrio dei sapori e sull’umami, inteso come punto d’incontro tra Mediterraneo e Oriente, tra ingredienti familiari e suggestioni più lontane.
La sua cucina ruota attorno a elementi ricorrenti come spezie, agrumi, olio, e privilegia gesti semplici e condivisi, spesso invitando a mangiare con le mani.
Emblematico è l’Agnello al Mediterraneo, un piatto che unisce brace, albicocche, spezie zaatar, pane turco e hummus, pensato per essere condiviso e vissuto in modo informale e oltre la propria cultura.
Al centro del suo lavoro c’è una ricerca costante dell'equilibrio dei sapori e sull’umami, inteso come punto d’incontro tra Mediterraneo e Oriente, tra ingredienti familiari e suggestioni più lontane.
La sua cucina ruota attorno a elementi ricorrenti come spezie, agrumi, olio, e privilegia gesti semplici e condivisi, spesso invitando a mangiare con le mani.
Emblematico è l’Agnello al Mediterraneo, un piatto che unisce brace, albicocche, spezie zaatar, pane turco e hummus, pensato per essere condiviso e vissuto in modo informale e oltre la propria cultura.
Una cucina che riduce le distanze, rimettendo al centro il cibo e riporta la tavola alla sua funzione più autentica: luogo di incontro, scambio e cultura.
Ph. Annarella Giorgiani