Il prossimo 18 novembre Unforgettable riaprirà le porte affidando la direzione gastronomica a uno dei cuochi più originali e autorevoli della scena italiana contemporanea: Marco Ambrosino. Una scelta che segna un passaggio importante nella storia del locale e pone le basi per un progetto costruito attorno al pensiero, alla sensibilità e alla libertà creativa dello chef originario di Procida. Ambrosino avrà piena autonomia nella definizione della proposta gastronomica e nella composizione della propria squadra, all'interno della quale ritroveranno spazio anche diversi professionisti che lo hanno accompagnato nelle precedenti esperienze.
L'arrivo di Ambrosino rappresenta una precisa scelta di identità e di prospettiva. Unforgettable, nato nel 2019 come laboratorio di sperimentazione gastronomica e di superamento dei codici tradizionali dell'alta ristorazione, sceglie di affidare il proprio futuro a un cuoco che ha fatto della ricerca, dell'indipendenza intellettuale e dell'indagine culturale gli elementi fondanti della propria cucina. Un incontro tra due visioni che condividono la volontà di interrogare le consuetudini della tavola, attribuendo all'esperienza gastronomica una dimensione che va oltre il piatto.
La libertà progettuale riconosciuta allo chef sarà uno dei pilastri di questa nuova stagione. Ambrosino potrà sviluppare un percorso gastronomico secondo una propria visione, definendone linguaggio, contenuti ed evoluzione. La presenza di alcuni storici collaboratori garantirà una continuità professionale e umana fondamentale per dare forma a un progetto che nasce da un'esperienza condivisa e da un patrimonio di competenze maturato nel tempo.
«Torino è una città che ha una qualità rara: sa ascoltare e assorbire ciò che arriva dall'esterno, senza perdere la propria identità. È una città viva, curiosa, che ha saputo costruire una cultura gastronomica solida e che possiede gli strumenti per riconoscere il valore della ricerca, del lavoro e delle idee. Unforgettable mi permetterà di costruire qualcosa che mi rappresenta profondamente, in un contesto capace di comprendere anche i linguaggi meno convenzionali. La libertà che mi è stata riconosciuta, tanto nella costruzione del percorso gastronomico quanto nella scelta delle persone con cui condividerlo, è una responsabilità importante. Ritrovare al mio fianco professionisti con i quali ho condiviso anni di lavoro, esperienze e visioni significa ripartire da un patrimonio umano prima ancora che professionale.Vorrei che Unforgettable diventasse un luogo capace di dialogare con Torino, di lasciarsi attraversare dalla sua energia e, al tempo stesso, di contribuire ad alimentarla. Credo che una cucina abbia davvero senso quando riesce a entrare in relazione con il luogo in cui nasce e con le persone che lo abitano», chiosa lo chef Marco Ambrosino.
Il suo ingresso in Unforgettable apre dunque una prospettiva che va ben oltre il rinnovamento di una proposta culinaria. La nuova direzione punta a consolidare il carattere autoriale del ristorante attraverso una cucina nella quale ogni scelta, dalla selezione delle materie prime alla costruzione del menu, risponda a un preciso pensiero gastronomico. A fare da cornice a questa evoluzione sarà un luogo che, fin dalla propria nascita, ha scelto di distinguersi per un modello di ospitalità fuori dagli schemi. Il bancone di Unforgettable, concepito per abbattere le distanze tra cucina e ospiti, diventa il punto di partenza di una nuova esperienza nella quale la relazione diretta con il cuoco e la centralità del gesto gastronomico assumono un ruolo determinante.
«Con Marco Ambrosino apriamo una nuova fase per Unforgettable, fondata su una visione condivisa, un progetto solido e una prospettiva di lungo periodo. Abbiamo investito con convinzione in questa ripartenza, mettendo al centro competenza e continuità. Il nostro obiettivo è restituire a Torino un indirizzo gastronomico autorevole, capace di crescere e consolidarsi nel tempo», aggiunge la proprietà Mickie Briguglio.
Il 18 novembre segnerà quindi l'inizio di una nuova stagione per Unforgettable e, al tempo stesso, l'arrivo a Torino di una delle personalità più interessanti della cucina italiana. Un progetto che sceglie di investire sulla libertà creativa, sulla qualità del lavoro di squadra e sulla forza di un'identità gastronomica capace di esprimere una visione precisa e riconoscibile.
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