Tra i campi si sono dati appuntamento la famiglia Caputo, agricoltori, pizzaioli, pasticceri e professionisti del settore per raccontare e valorizzare il percorso del chicco di grano prima della sua trasformazione in farina. All'evento hanno partecipato Francesco Todisco, presidente del Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno; Francesco D'Amore, titolare dell'omonima azienda agricola; e Mauro Mori, docente del Dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.
Dal 1924 Mulino Caputo coltiva un legame profondo con la terra. Oggi l'azienda può contare su oltre 3.000 ettari coltivati distribuiti tra Campania, Lazio, Puglia, Basilicata e Molise, consolidando un modello fondato sulla valorizzazione dei territori e delle diverse qualità di grano.
«Festeggiamo un traguardo importante - ha dichiarato Antimo Caputo, CEO dell'azienda - dieci anni di un evento simbolico e identitario che abbiamo voluto rendere pubblico, costruendolo insieme ai nostri partner, dall'Università di Agraria di Portici agli agricoltori. Un percorso che ci ha permesso di sviluppare varietà differenti di grano in funzione delle esigenze degli artigiani, dai pizzaioli ai pasticceri, dagli chef ai panettieri. Continueremo su questa strada, puntando su sostenibilità e alta qualità, restando al fianco degli agricoltori per garantire sostenibilità economica e ambientale. Le radici di questo progetto, naturalmente, affondano in una tradizione che dura da molti anni».
«Come azienda agricola capofila di questa realtà - ha spiegato Francesco D'Amore - siamo orgogliosi di contribuire al Capodanno del Mugnaio e di far parte di questa filiera d'eccellenza. Negli ultimi anni abbiamo intensificato la ricerca sulle concimazioni con un duplice obiettivo: ottenere i migliori risultati agronomici ed economici e sviluppare un'agricoltura sempre più sostenibile. Applicando i principi dell'economia circolare, il letame, tradizionalmente considerato uno scarto delle aziende zootecniche, diventa oggi una risorsa preziosa per rigenerare il suolo e garantire una materia prima di alta qualità».
La sostenibilità ambientale rappresenta uno degli elementi centrali del progetto produttivo. «Il Mulino è a scarti zero - ha sottolineato Antimo Caputo - Grazie alla presenza di numerosi allevamenti locali, anche i sottoprodotti della macinazione vengono reimpiegati, creando un ciclo integrato che mette in relazione diverse realtà del mondo agricolo e produttivo. Il 2026 è stato caratterizzato da un andamento climatico particolare: le temperature più basse hanno ritardato la stagione, ma hanno favorito una maturazione eccezionale del grano, con una materia prima di grande qualità».
Ricerca scientifica e agricoltura continuano a procedere insieme grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II. «Quest'anno abbiamo compiuto un ulteriore passo avanti nella sperimentazione dedicata alla sostenibilità - ha evidenziato il professor Mauro Mori - introducendo pratiche in grado di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. In particolare, abbiamo ottimizzato le concimazioni sostituendo i fertilizzanti minerali con matrici organiche, ottenendo un duplice beneficio: nutrire e proteggere il suolo, riducendo l'inquinamento e favorendo lo stoccaggio del carbonio. Un impegno che dimostra come l'agricoltura del futuro possa diventare una delle principali alleate dell'ambiente».
La serata è proseguita con degustazioni dedicate a diverse interpretazioni della pizza. A concludere i festeggiamenti, il taglio della torta celebrativa firmata dal maestro pasticcere Sabatino Sirica, accompagnata da una selezione di panettoni artigianali scelti come dolce simbolo e augurio per il nuovo anno del Mulino.
«Come azienda agricola capofila di questa realtà - ha spiegato Francesco D'Amore - siamo orgogliosi di contribuire al Capodanno del Mugnaio e di far parte di questa filiera d'eccellenza. Negli ultimi anni abbiamo intensificato la ricerca sulle concimazioni con un duplice obiettivo: ottenere i migliori risultati agronomici ed economici e sviluppare un'agricoltura sempre più sostenibile. Applicando i principi dell'economia circolare, il letame, tradizionalmente considerato uno scarto delle aziende zootecniche, diventa oggi una risorsa preziosa per rigenerare il suolo e garantire una materia prima di alta qualità».
La sostenibilità ambientale rappresenta uno degli elementi centrali del progetto produttivo. «Il Mulino è a scarti zero - ha sottolineato Antimo Caputo - Grazie alla presenza di numerosi allevamenti locali, anche i sottoprodotti della macinazione vengono reimpiegati, creando un ciclo integrato che mette in relazione diverse realtà del mondo agricolo e produttivo. Il 2026 è stato caratterizzato da un andamento climatico particolare: le temperature più basse hanno ritardato la stagione, ma hanno favorito una maturazione eccezionale del grano, con una materia prima di grande qualità».
Ricerca scientifica e agricoltura continuano a procedere insieme grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II. «Quest'anno abbiamo compiuto un ulteriore passo avanti nella sperimentazione dedicata alla sostenibilità - ha evidenziato il professor Mauro Mori - introducendo pratiche in grado di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. In particolare, abbiamo ottimizzato le concimazioni sostituendo i fertilizzanti minerali con matrici organiche, ottenendo un duplice beneficio: nutrire e proteggere il suolo, riducendo l'inquinamento e favorendo lo stoccaggio del carbonio. Un impegno che dimostra come l'agricoltura del futuro possa diventare una delle principali alleate dell'ambiente».
La serata è proseguita con degustazioni dedicate a diverse interpretazioni della pizza. A concludere i festeggiamenti, il taglio della torta celebrativa firmata dal maestro pasticcere Sabatino Sirica, accompagnata da una selezione di panettoni artigianali scelti come dolce simbolo e augurio per il nuovo anno del Mulino.