Monsieur Dior by Enrico Bartolini

Enrico Bartolini interpreta l’identità gastronomica toscana attraverso l’eleganza visionaria di Dior, in un percorso tra alta cucina, biodiversità territoriale e haute couture.
Il ristorante Monsieur Dior by Enrico Bartolini, con un progetto architettonico firmato da Peter Marino, propone un’esperienza straordinaria, in dialogo costante con l’ambiente esterno: un omaggio alla natura e all’art de vivre. Toni chiari e parquet alla Versailles definiscono un’atmosfera delicata, impreziosita da un dipinto floreale di Francesco Clemente.

Lungo i portici, tavoli più raccolti si affacciano su un cortile interno dalla pavimentazione geometrica. Al centro, tra siepi di bosso, una copertura in vetro inonda lo spazio di luce e invita gli ospiti a vivere un momento sospeso.

Toscano di nascita e cosmopolita per vocazione, Enrico Bartolini coltiva una profonda passione per la biodiversità e le identità locali, dalle peculiarità dei territori alle persone che ne custodiscono i saperi. La sua è un’interpretazione personale, radicata nella tradizione e al tempo stesso innovativa, precisa senza essere rigida e generosa senza mai perdere il senso dell’equilibrio. Ispirandosi alla visione creativa di Christian Dior, lo chef esplora in particolare il concetto di stratificazione: sapori, colori e consistenze si richiamano armoniosamente, proprio come gli elementi di una silhouette d’alta moda.

Come negli atelier, dove il savoir-faire eleva la materia, ogni piatto ricerca equilibrio, eccellenza e precisione. Pensato come una collezione, il menu reinterpreta i simboli della cucina italiana attraverso i codici estetici di Dior. Una corolla, un drappeggio, la precisione di una linea: la composizione nel piatto gioca con forme, sfumature e volumi.

In apertura, la battuta al coltello di manzo piemontese sboccia come un fiore, mentre i gamberi rossi di Sicilia, scottati in acqua, risplendono in un brodo freddo di carote e zafferano.

Dalle delicate sfumature iodate, l’insalata Couture abbina astice cotto nel court-bouillon, caviale ed erbe aromatiche.

I primi piatti rendono omaggio ad alcuni grandi classici. Gli spaghetti con pecorino, esaltati dal pepe nero e da un tocco d’oro, si affiancano a due risotti. Il primo accosta la delicatezza delle capesante a una mousse di broccoli preparata con olio extravergine d’oliva; il secondo, firma distintiva di Enrico Bartolini, combina barbabietola e salsa al Gorgonzola, in omaggio all’Oltrepò Pavese, territorio che lo ha accolto oltre vent’anni fa.

I secondi esplorano il mondo del pesce e della carne. Il branzino in padella con melanzana si apre ad accenti thailandesi, mentre il vitello, accompagnato da bietole, lamponi ed emulsione di cioccolato rosso rubino, dà vita a un abbinamento inaspettato e calibrato con precisione. Circondato da petali, il supremo di pollo cotto al vapore è profumato con curry delicato, mandorle dolci ed erbe fresche, mentre il filetto di manzo con verdure di stagione irradia luce come il sole.

Il percorso si conclude con dessert dalle note più leggere. Fragola e limone si incontrano in una composizione fresca e cremosa, mentre il soufflé Sale e Pepe reinterpreta un classico attraverso un abbinamento inatteso. A chiudere, Grand Soir Chocolat, creazione iconica dello chef, rivela una struttura ariosa e intense note di cacao, impreziosita dalla rappresentazione del civico 30 di Avenue Montaigne, sede storica della Maison Dior, sotto un cielo stellato.

Virtuosismo poetico, al punto d’incontro tra gastronomia e alta moda
Una proposta alternativa celebra la convivialità del pranzo italiano: gli spaghetti al pomodoro, preparati nella loro forma più essenziale, si accompagnano a un tramezzino al salmone affumicato dalle delicate note aromatiche. Completa il percorso un dessert al mascarpone, con sentori di caffè e caramello, che riprende il motivo grafico dell’iconico motivo Cannage di Dior.

© JONATHAN TAYLOR

Scopri la biografia e tutte le ricette di 🔗ENRICO BARTOLINI
Published on: 15-10-2026

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