La scelta quest'anno è Relazioni di Massimiliano Alajmo, l’ultimo capitolo di Gioco al Ciccolato, un lavoro che lo chef del ristorante Le Calandre di Rubano porta avanti da 24 anni per esprimere affascinanti esplorazioni sensoriali, sociali, antropologiche, un’antologia che ha avuto inizio nel 2002.
La famiglia Alajmo aveva già firmato il piatto simbolo dell’edizione del 2013: Pier-Angelini, un tributo al cuoco toscano, e dopo 13 anni torna con questo puzzle di 14 deliziosi assaggi, che sottostanno a un pensiero preciso e urgente. «È un dessert composto», per utilizzare le parole di Massimiliano Alajmo, «che rende visibile come la relazione si compia appieno solo nel riconoscimento e nella cura del prossimo. Una rottura che interrompe il tuo dialogo con te stesso, in un mondo sempre più incline alla chiusura, sordo alla comprensione dell’altro».
Un’apertura necessaria per pensare a modelli nuovi, a quella “libertà di pensare” che è il leitmotiv del congresso che si apre tra poche settimane, «Un invito», per usare le parole di Paolo Marchi, «A essere responsabili verso chi c'era prima di noi, verso chi c'è ora, verso chi ci sarà dopo».
Relazioni – Gioco al Cioccolato inizia con la Sberla, un ceffone gustativo che sveglia l'ospite dal torpore. Procede col secondo assaggio, Intro.verso, un medaglione di puntinismi deliziosi che rappresentano l’ultimo sguardo rivolto a se stessi prima di aprirsi alla simbiosi con l’altro. Appena dopo, arrivano altre posate più piccole, legate tra loro da fili di lana che si dipartono dalla guarnizione di un vaso da cucina. I fili connettono le mani dei due commensali nell’esercizio di gustare altri 12 assaggi. Un garbuglio di fili che scoraggia iniziative isolate e favorisce il concerto, la reciprocità della condivisione. Un messaggio importante e da ribadire con forza in un mondo che tende sempre di più alla chiusura e al conflitto.
Un’apertura necessaria per pensare a modelli nuovi, a quella “libertà di pensare” che è il leitmotiv del congresso che si apre tra poche settimane, «Un invito», per usare le parole di Paolo Marchi, «A essere responsabili verso chi c'era prima di noi, verso chi c'è ora, verso chi ci sarà dopo».
Relazioni – Gioco al Cioccolato inizia con la Sberla, un ceffone gustativo che sveglia l'ospite dal torpore. Procede col secondo assaggio, Intro.verso, un medaglione di puntinismi deliziosi che rappresentano l’ultimo sguardo rivolto a se stessi prima di aprirsi alla simbiosi con l’altro. Appena dopo, arrivano altre posate più piccole, legate tra loro da fili di lana che si dipartono dalla guarnizione di un vaso da cucina. I fili connettono le mani dei due commensali nell’esercizio di gustare altri 12 assaggi. Un garbuglio di fili che scoraggia iniziative isolate e favorisce il concerto, la reciprocità della condivisione. Un messaggio importante e da ribadire con forza in un mondo che tende sempre di più alla chiusura e al conflitto.