L’edizione 2025 del contest Caputo Bread Project, iniziativa siglata 50 Top Italy in collaborazione con Mulino Caputo, svoltasi sulla magnifica terrazza del Grand Hotel Vesuvio, affacciata sul Golfo di Napoli, è stata vinta da Gennaro Ambrosio della panetteria The Gluten Free Lab a Boscoreale, Napoli, con una doppia presentazione: Baguette e pizza di scarole napoletana.
«Per la quarta edizione, a conferma di quanto stia crescendo il prestigio di questa competizione, abbiamo dato una prova che è una vera sfida: presentare un lievitato senza glutine –argomenta Antimo Caputo, AD di Mulino Caputo –. Gli otto finalisti hanno presentato delle preparazioni che dimostrano studio delle farine, rispetto degli ingredienti e della tradizione interpretata con creatività, grande intelligenza di lavorazione, pensiero gastronomico, attenzione al gusto, per piatti finali preparati non per sottrazione, ma per mangiare bene».
«L’idea del Caputo Bread Project – sottolineano Caputo e 50 Top Italy – è promuovere conoscenza e consapevolezza su uno stile alimentare che non è più escludente, non connota una privazione, ma porta un’attenzione nello stare a tavola che Mulino Caputo ha colto con grande sensibilità imprenditoriale, mettendo a punto un assortimento di farine dedicate alla preparazione di prodotti lievitati soffici, gustosi e piacevoli».
«La nostra azienda – conclude Antimo Caputo – è molto attenta al tema dell’intolleranza al glutine e della celiachia e ha sviluppato una produzione specifica che si realizza in un ambiente completamente incontaminato, in uno stabilimento dedicato a Bergamo diretto da Stefano Guerin. È importante che il celiaco possa mangiare bene a casa, al ristorante, in pizzeria; la qualità dei piatti che sono stati presentati qui dimostra questa rivoluzione culturale a tavola dove, chi ha questa esigenza, non viene più guardato con sufficienza, ma considerato un commensale che può gustare cose buone, preparate con cura e attenzione gastronomica».
«La nostra azienda – conclude Antimo Caputo – è molto attenta al tema dell’intolleranza al glutine e della celiachia e ha sviluppato una produzione specifica che si realizza in un ambiente completamente incontaminato, in uno stabilimento dedicato a Bergamo diretto da Stefano Guerin. È importante che il celiaco possa mangiare bene a casa, al ristorante, in pizzeria; la qualità dei piatti che sono stati presentati qui dimostra questa rivoluzione culturale a tavola dove, chi ha questa esigenza, non viene più guardato con sufficienza, ma considerato un commensale che può gustare cose buone, preparate con cura e attenzione gastronomica».
Seconde a pari merito le ricette: “Come un panettone” di Giovanni De Rosa, di La Brasa – Beef Restaurant a Napoli; "Pizzo salentino" di Federica Finzi, di Palazzo Sant’Anna a Lecce; "Tonka Free" di Antonio Giannetti, del ristorante Il Sommelier a Monaco di Baviera, "Dolceburger al cacao" di Vincenzo Lamberti, di Prisco a Cava de’ Tirreni; Ciabatta “Scarole e Fagioli” di Martino Ruotolo, di Essentiae a Tellaro; "Pane Celiaco ad alta idratazione con lievito madre e patata" di Lorenzo Sorrentino, del Ristorante Principe di Belludia a Noto; "Carbonara al sole" di Raimondo Trova, di Bonnie & Clyde – Friggitoria e sfiziosità romane a Milano.