È iniziato il conto alla rovescia per Acetaie Aperte 2026, in programma domenica 27 settembre in tutta la provincia di Modena. La manifestazione torna a condurre turisti, appassionati, famiglie e curiosi nei luoghi in cui nascono l’Aceto Balsamico di Modena IGP e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, per incontrare i produttori e conoscere da vicino una cultura che appartiene alla storia e all’identità del territorio.
Promossa da Le Terre del Balsamico, il consorzio di secondo livello che riunisce il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena e il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, l’edizione 2026 coinvolge 43 acetaie e realtà del territorio. Aziende, acetaie familiari e comunali e luoghi della cultura balsamica apriranno le porte per una giornata di visite tra vigneti, mosto in cottura, batterie di botti, travasi e rincalzi, accompagnate da assaggi e abbinamenti gastronomici.
Il programma affianca alle visite tradizionali numerose proposte pensate per raccontare il Balsamico attraverso linguaggi diversi. Tra le attività più originali figurano sessioni di yoga in vigna, musica dal vivo e un incontro tra Balsamico e motori con automobili storiche. Non mancheranno degustazioni alla cieca trasformate in una gara per riconoscere l’età del prodotto, masterclass comparative dedicate all’evoluzione di profumi e consistenze nel tempo e dimostrazioni legate alla cottura del mosto e alle pratiche tradizionali di travaso e rincalzo.
Ampio spazio sarà riservato anche alla versatilità gastronomica delle due denominazioni: cocktail al Balsamico, incontri con la cucina giapponese e internazionale, degustazioni in purezza, perle di Aceto Balsamico di Modena IGP, vellutate di fichi, tigelle gourmet, gnocco fritto, Prosciutto di Modena DOP e Parmigiano Reggiano in differenti stagionature offriranno interpretazioni capaci di unire tradizione e creatività.
Le esperienze si estenderanno inoltre al paesaggio e alla biodiversità, con percorsi tra vigneti, lavanda, piante officinali, api e orti botanici panoramici. I visitatori potranno scoprire antiche botti di famiglia, tra cui un esemplare risalente all’epoca napoleonica, assaggiare crostate con marmellate casalinghe e incontrare i Maestri della tradizione, immersi nel profumo del mosto in cottura.
«Acetaie Aperte mostra in modo concreto quanto sia bello e utile fare sistema – dichiara Enrico Corsini, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e presidente de Le Terre del Balsamico –. Mettere in rete i due Consorzi di tutela, le imprese, le istituzioni e gli operatori dell’accoglienza ci permette di presentare con una voce unitaria l’Aceto Balsamico di Modena IGP e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, valorizzandone identità, differenze e qualità. Insieme ai prodotti promuoviamo Modena, il suo paesaggio, la sua cultura e la sua capacità di accogliere: ogni visita diventa così l’inizio di un viaggio alla scoperta dell’intero territorio».
Ad anticipare l’appuntamento di domenica sarà la cerimonia di consegna del Premio “Le Chiavi dell’Acetaia d’Italia” 2026, in programma giovedì 24 settembre alle ore 17:30 presso la Galleria Centrale dei Laboratori Aperti Ex Centrale AEM, in viale Buon Pastore 43 a Modena. Istituito nel 2002, il riconoscimento viene conferito a personalità del mondo economico, accademico e istituzionale che si sono distinte per il contributo alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e, più in generale, del sistema italiano delle Indicazioni Geografiche. Alla cerimonia sarà presente anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Acetaie Aperte conferma il ruolo del turismo enogastronomico nella promozione delle produzioni locali. Entrare in un’acetaia, osservare il lavoro dei produttori e degustare i Balsamici nei luoghi d’origine consente di comprenderne in modo immediato il valore, rafforzando il legame tra denominazioni, comunità e territorio. Acetaie Aperte invita il pubblico a costruire un itinerario personale attraverso la provincia, intrecciando sapori, paesaggi rurali, centri storici e cultura dell’ospitalità.