Chef
ALESSANDRO E FILIPPO BILLI
Tra osteria e contemporaneità: Alessandro e Filippo Billi guidano Osteria Billis attraverso relazioni umane e una cucina libera che parla alle persone.
Osteria Billis nasce dall’unione delle competenze di Alessandro e Filippo Billi, fratelli gemelli classe 1990, e da un’idea di ristorazione in cui sala e cucina procedono di pari passo. Alessandro è lo chef, Filippo il maître e sommelier: ruoli diversi, ma vissuti come parti di un unico progetto, dove l’esperienza si costruisce nel dialogo continuo tra cucina, sala e chi si siede a tavola.
Nati a Tortona, i due fratelli arrivano alla ristorazione seguendo percorsi differenti. Alessandro sa fin da bambino che la cucina sarà il suo linguaggio e costruisce la propria identità professionale viaggiando tra Venezia, Vietnam e Giappone, lavorando anche accanto a Luca Fantin. Filippo, invece, intraprende inizialmente altri studi, formandosi in architettura, e arriva alla ristorazione in un secondo momento: è la sala a conquistarlo, anche grazie all’esperienza a Milano con Andrea Berton, dove scopre il valore dell’accoglienza.
Nel 2018 inaugurano, di fronte alla stazione ferroviaria della loro città natale, Osteria Billis: un luogo pensato per accogliere storie diverse e farle convivere sotto un unico tetto. La loro cucina riflette l’idea di ospitalità accessibile, ispirata alle osterie di un tempo ma riletta con uno sguardo contemporaneo. Piatti come il Buba Toast o il riso arrosto raccontano una cucina pensata per essere replicata a casa, con qualche naturale variazione.
I fratelli Billi si riconoscono soprattutto nel Carpaccio in ramino: fettine sottilissime cotte in una padella di rame realizzata appositamente per loro, ispirata a quelle utilizzate per la farinata. Un oggetto che tiene vivo il lavoro degli artigiani e un’idea di buon cibo capace di parlare alle persone.
Per Alessandro e Filippo il rapporto umano resta centrale: ogni tavolo è un incontro, così come lo sono i legami con produttori, vignaioli e artigiani che fanno parte del loro quotidiano.
Per Alessandro e Filippo il rapporto umano resta centrale: ogni tavolo è un incontro, così come lo sono i legami con produttori, vignaioli e artigiani che fanno parte del loro quotidiano.