Cristian Torsiello e la Campania nel DNA

A prima vista Cristian Torsiello sembra una persona timida e riservata. Ma questo giovane talento salernitano classe 1983 dimentica tutta la sua insicurezza quando si mette ai fornelli e, forte di un’invidiabile abilità tecnica, prepara piatti pieni di sostanza e di sapori, curandone nei dettagli anche la presentazione.

È da quando ha messo piede per la prima volta in una cucina che Torsiello ha avuto chiaro cosa avrebbe fatto nella vita: lo chef. Un diploma alla scuola alberghiera di Roccaraso è il punto di partenza per il suo percorso, costellato di incontri con importanti professionisti.

«Tutte le esperienze sono state significative perché qualunque cosa ha aggiunto del nuovo al mio bagaglio di conoscenze personali. Ho avuto la fortuna di poter lavorare con alcuni dei migliori chef italiani e ad ognuno devo qualcosa, ma il mio primo maestro e quello che mi ha insegnato di più è senza dubbio Niko Romito».

Il periodo passato al ristorante Reale di Castel di Sangro, guidato proprio da Cristiana e Niko Romito, è stato per Torsiello occasione di crescita professionale e personale. Qui ha affinato l’arte culinaria imparando i trucchi del mestiere, ma ha anche capito l’importanza della precisione in cucina e della scelta delle materie prime.

Quando nel 2010, insieme al fratello Tomas e con il sostegno di tutta la famiglia ha aperto il suo ristorante a Valva (provincia di Salerno), l’Osteria Arbustico, lo chef ha dato vita a un progetto tutto personale. Un ambiente semplice e rilassato, lontano dal caos e dalla mondanità della vicina Costiera Amalfi tana “assalita” dai turisti e dalle caotiche città, fa da sfondo alle proposte di Torsiello.

«Il mio personale concetto di cucina è semplice, amo le cose immediate che arrivano subito senza aver bisogno di troppe spiegazioni preliminari. La mia cucina è così: diretta e schietta. Ma non per questo è priva di tecnica o banale. Credo che uno chef non debba per forza distinguersi dagli altri per “stranezza”, o almeno quello di stare fuori dal coro non è il mio desiderio principale al momento».

La base da cui partono tutti i piatti serviti a l’Arbustico è dunque la tradizione. Pura e antica tradizione. Ma sebbene il legame con il territorio campano sia forte, Torsiello si concede delle divagazioni in “luoghi altri”. «Quello che ho con la mia terra non è un rapporto morboso, nel senso che non credo si debba per forza prendere spunto solo ed esclusivamente dalla propria zona di origine. Ovvio, la Campania è parte del mio DNA ma non rappresenta un limite, quanto piuttosto un punto di partenza.

La rielaborazione dei piatti tradizionali prende avvio dalla mia idea personale, ma viene influenzata dal momento storico in cui mi trovo a vivere. Un periodo ricco di cambiamenti che condizionano l’approccio verso il cibo a tutto tondo». Non deve quindi sbalordire trovare tra le pagine del menu alla carta de l’Osteria Arbustico anche un ketchup di pomodori secchi e peperoni cruschi!

Influenze diverse e contaminazioni confluiscono nelle proposte di Torsiello, suggestioni che arrivano da altre oceano ma anche ingredienti provenienti dalle regioni vicine, come le splendide cime di rapa utilizzate per preparare gli spaghetti insieme ad arancia e peperoncino. I piatti, colorati ma dall’estetica minimal, sono accompagnati da una selezione di vini campani che valorizzano le piccole realtà locali, selezionati per la cantina da Tomas Torsiello.

Lo chef Cristian Torsiello è quanto mai determinato a raggiungere il massimo del successo con il suo ristorante. Racconta: «Per il momento sono concentrato solamente a portare avanti l’Osteria Arbustico. Per il futuro non posso dire nulla, certamente in pentola ci sono delle idee... Il traguardo che voglio raggiungere è continuare a mantenere viva e vitale la mia attività, ma con dedizione e passione non nascondo che ambisco a dar vita a qualcosa di più grande».

Images

© Copyright 2024. Vertical.it - N.ro Iscrizione ROC 32504 - Privacy policy