Il nome, che in dialetto veneto richiama i pendii impervi, racconta già la natura di questo progetto: colline difficili da coltivare, dove la pendenza rende ogni operazione in vigna particolarmente impegnativa, ma dove il lavoro dell’uomo incontra condizioni capaci di esprimere uve di grande valore. È qui, tra filari modellati dalla fatica e dalla sapienza di generazioni di viticoltori, che prende forma un paesaggio riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
Fondata oltre 75 anni fa, Ruggeri ha costruito la propria storia insieme a queste colline, interpretandone nel tempo le peculiarità e le potenzialità. Con Revén, questa vocazione si traduce in un progetto che guarda alle singole parcelle come a espressioni distinte di un patrimonio comune, da studiare e valorizzare attraverso nuove prospettive agronomiche ed enologiche. «La cantina rinnova quell’imprinting visionario introducendo per la prima volta uno spumante nato da uve vendemmiate più faticosamente», racconta Laura Mayr, General Manager di Ruggeri. «Con Revén abbiamo voluto aggiungere una nuova dimensione alle tradizionali scelte enologiche. Pensare oltre, con le radici salde nel territorio e la passione per l’innovazione».

Una prospettiva condivisa anche sul fronte agronomico, dove la conoscenza del vigneto diventa strumento per interpretare e valorizzare la complessità del paesaggio. «Con Revén vogliamo dare un nuovo significato alla fatica che la coltivazione delle Rive richiede, dimostrando come il lavoro di chi si prende cura di questi pendii custodisca un patrimonio di identità e di potenzialità ancora da esplorare», sottolinea Riccardo Bello, agronomo di Ruggeri. «Attraverso la ricerca, vogliamo trasformare la complessità di questa viticoltura in conoscenza e valore, dando il giusto riconoscimento a questi luoghi straordinari e alle persone che li coltivano».
A sostenere l’identità di Revén contribuisce anche il Metodo Ruggeri, un processo produttivo che prevede una sosta sui lieviti più lunga rispetto a quella dei metodi tradizionali: nel caso di questo nuovo millesimo, almeno sei mesi prima dell’imbottigliamento. Il risultato è uno spumante che si allontana dall’idea di Prosecco inteso esclusivamente come vino immediato e leggero, puntando su complessità, struttura ed equilibrio.
Nel calice, Revén si presenta con riflessi giallo paglierino luminosi e un perlage fine e persistente. Il profilo aromatico si apre su note floreali di acacia, lisianthus e gelsomino, seguite da sentori di mela verde e pera estiva. Emergono poi sfumature di erbe mediterranee, accompagnate da richiami balsamici e dalla delicatezza della lavanda essiccata. Al palato il vino è carnoso e avvolgente, con una struttura solida sostenuta da una freschezza acida vivace e da una marcata componente sapida. Un equilibrio dinamico, che si sviluppa progressivamente nel bicchiere e accompagna verso un finale lungo, persistente ed elegante.

Con Revén, Ruggeri sceglie così di partire dalla conoscenza approfondita della vigna per esplorare nuove possibilità espressive del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Un progetto che riconosce nella viticoltura eroica non soltanto una sfida produttiva, ma un patrimonio di saperi, persone e identità da preservare e interpretare attraverso il vino.
Ph: Andrea Fongo