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Ricci Osteria arriva a Milano

Antonella Ricci e Vinod Sookar hanno deciso di dare un piccolo assaggio della vera Puglia in via Sottocorno, quartiere centrale della città tra Viale Premuda e Piazza Risorgimento.
Un luogo che già dall’insegna si ben posiziona nel vasto panorama della ristorazione milanese: Antonella Ricci e Vinod Sookar da tempo volevano portare al Nord la loro impronta culinaria nata nella Puglia di Ceglie Messapica, all’ombra dello storico “fornello” di famiglia che per tanti anni è stato insignito della prestigiosa stella Michelin, ma con una “gustosa semplicità - come ama ripetere Antonella - su cui risplende il sole del Mediterraneo”. Questo desiderio è diventato realtà grazie al felice incontro con Massimiliano Paradisi e Marco Postiglione, soci fondatori di Ricci Osteria

Qui l’ospite deve sentirsi a casa, deve poter respirare l’aria di casa nelle materie prime scelte e riviverne il sogno nei dettagli degli interni del locale.
La cucina è concreta, eseguita con ingredienti di produttori locali, che rappresenta bene l’intesa vincente di Antonella e Vinod, coppia anche nel privato. A loro, e al giovane resident chef Francesco Bordone, il compito di far assaporare intensamente i colori e i profumi della loro terra.

Il menu è pensato come un vero e proprio viaggio tra le province pugliesi: un esempio sono le Orecchiette di semola rimacinata fatte a mano e condite ai tre pomodori Regina, Tombolone e Fiaschetto; o i Laganari, formato di pasta lunga, nella versione ai crostacei con datterino giallo, limone e peperoncino. Il concept però vuole anche spaziare oltre e far vivere la personale cucina mediterranea dei due chef, come accade nella fresca Tartare di vitello condita con salsa Pimà, creazione di Vinod a base di peperoncino, lemon snack dalla scorza edibile e peperone rosso di Policoro. Gli antipasti sono un inno al territorio: dal “Sole di Puglia”, che prevede antipasti misti caldi e freddi, secondo mercato, ai fiori di zucca fritti farciti con ricotta, o alla più classica Frisella con pomodorini
Alla Ricci Osteria tutto grida Puglia anche i secondi come il Misto di agnello arrosto, bombette di maiale e rotolo di salsiccia. L'ultima chicca è "Il Mojito di Vinod", un frozen Mojito ideato dallo stesso chef. 

La carta dei vini, pensando al territorio, include una selezione di vitigni pugliesi proposti appunto dall'azienda Agricola Felline, impresa vitivinicola che a Manduria rappresenta l’impegno familiare di tre generazioni storicamente legate ai Ricci; e dall'azienda Varvaglione 1921 che fa vino da 100 anni a Leporano. 


Il restyling è stato affidato a Rossana Parizzi, architetto e garden designer, che partendo dal termine “osteria” ha voluto evocare in uno piccolo, ma elegante spazio, lo stile delle masserie pugliesi riproponendo i colori delle campagne nelle due tonalità di verde della foglia d’olivo, oltre che nel colore della tipica terra ruggine. La mise-en-place rimanda agli stessi concetti di semplicità, senza tovaglia, ma con classici runner rural-chic in tessuti naturali - lino e abaca - su cui spiccano le solari ceramiche di Enza Fasano, punta di diamante dell’arte figulina grottagliese. Piacevole il piccolo dehors su strada che ospita 14 coperti all’ombra di fiori e ombrelloni.

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