OPEN Baladin Torino riapre le porte in piazzale Valdo Fusi dopo un mese di lavori che, nel mese di agosto, hanno interessato l'involucro energetico dell'edificio e il rinnovamento degli spazi interni. Aperto nel 2014, il locale torna oggi con un progetto che va oltre la manutenzione: è tra i primi interventi concreti di riqualificazione della piazza, un investimento che OPEN Baladin ha voluto realizzare in prima persona per continuare a essere all'altezza di un luogo e di una città che lo ospitano da oltre dieci anni.
I lavori hanno riguardato l'efficientamento energetico dell'involucro esterno — isolamento, serramenti e impianti — e una riorganizzazione degli spazi interni, pensata per aumentare comfort e vivibilità del locale senza intaccarne l'identità informale che lo ha reso, dal 2014, uno dei punti di riferimento della vita serale torinese.
L'elemento più visibile del progetto è la nuova pelle dell'edificio: una facciata specchiante che riflette letteralmente gli edifici storici che si affacciano sul piazzale, a cominciare dal Museo Regionale di Scienze Naturali, il cui ingresso guarda proprio verso lo spazio di OPEN Baladin. Ma lo specchio non restituisce solo pietra e storia: cattura anche il movimento quotidiano della piazza, quello degli skater che da anni si allenano sulle sue piastre e degli street artist chene animano gli spazi. Un edificio che non si aggiunge alla piazza, ma la riflette — architettura e vita informale comprese: la declinazione più letterale della filosofia OPEN, secondo cui un locale, prima ancora che un luogo dove si entra, è un luogo che si apre a chi lo circonda.
L'elemento più visibile del progetto è la nuova pelle dell'edificio: una facciata specchiante che riflette letteralmente gli edifici storici che si affacciano sul piazzale, a cominciare dal Museo Regionale di Scienze Naturali, il cui ingresso guarda proprio verso lo spazio di OPEN Baladin. Ma lo specchio non restituisce solo pietra e storia: cattura anche il movimento quotidiano della piazza, quello degli skater che da anni si allenano sulle sue piastre e degli street artist chene animano gli spazi. Un edificio che non si aggiunge alla piazza, ma la riflette — architettura e vita informale comprese: la declinazione più letterale della filosofia OPEN, secondo cui un locale, prima ancora che un luogo dove si entra, è un luogo che si apre a chi lo circonda.
«In dieci anni piazzale Valdo Fusi è diventato casa nostra, e Torino ci ha insegnato cosa significa davvero essere un luogo aperto. Questo intervento è anche un modo per dire grazie: ai torinesi che ci hanno scelto sera dopo sera, e aduna città che ci ha dato fiducia fin dal primo giorno. La nuova facciata specchiante racconta esattamente questo — un locale che non si limita ad affacciarsi sulla piazza, ma la restituisce a chi la vive». Teo Musso e Salvatore Grizzanti, fondatore e General Manager di OPEN Baladin.
Con la riapertura di Torino, OPEN Baladin conferma la filosofia già alla base delle prossime aperture di Milano e Roma: intervenire su luoghi esistenti e sulla loro identità, invece di limitarsi ad abitarli. Un locale aperto di natura, prima ancora che nel nome.