La pignolata messinese tra Arabia e Spagna

Un dolce tipico messinese che potrebbe ingannare all’apparenza. Non un semplice “bianco e nero” di cioccolato ma anzi un binomio insolito in un dessert così tradizionale e antico, con una storia di quasi 600 anni.
La pignolata messinese affonda le sue origini nel periodo della dominazione araba in Sicilia, ma raggiunge la sua forma definitiva durante quella spagnola. Per questo motivo, la sua nascita viene spesso fatta coincidere con il 1516, anno in cui Carlo V d’Asburgo, nominato re di Spagna, si trovò a governare un vastissimo impero che comprendeva anche la Sicilia. Si ritiene che siano stati i nobili spagnoli a esprimere la preferenza per una glassa al cioccolato e al limone al posto del tradizionale miele, preferito invece dagli arabi come forma di glassa “povera”. Questo dolce nasce infatti con ingredienti semplici, uova, strutto e zucchero. Durante il periodo di Carnevale la versione originale al miele è comunque preparata a Messina mentre quella bianca e nera - quindi glassa di limone e cioccolato - è disponibile tutto l’anno.

Le palline di farina e uova vengono fritte nello strutto e sono sempre quelle in entrambe le versioni con o senza glassa. È un dolce che ha incontrato pochissima innovazione nel corso dei secoli e forse rappresenta, tra i dolci siciliani tipici, uno dei più antichi e “umili”. Di recente è entrato nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) tutelato dal Ministero delle Politiche agricole. A Messina si può trovare un po’ ovunque in bar e pasticcerie ma anche forni e panifici. Da Irrera a Laganà, Freni e Arena, che siano locali storici e tradizionali o bar più recenti, la pignolata è un must che si rinviene tutto l’anno, a costi relativamente contenuti. Fa sempre bella mostra di sé nei banconi e varia per dimensioni e confezionamento ma resta comunque e sempre una scelta obbligata per gli amanti della tradizione dolciaria siciliana.

In foto la pignolata di Freni Messina, Dolci Specialità Siciliane
Published on: 26-05-2026
By: Santi Cautela