2026 nasce da questa consapevolezza e si presenta come un’edizione che segna una doppia
svolta: da un lato l’espansione sul territorio, dall’altro una riflessione profonda sul valore della
cucina italiana, oggi più che mai riconosciuta e condivisa.
La manifestazione ideata dallo chef Gennaro Esposito supera per la prima volta i confini di Vico Equense e approda a Sorrento, trasformandosi in un evento diffuso che abbraccia l’intera
Costiera Sorrentina. Un passaggio naturale che traduce in forma concreta il concept “Gusto in
Movimento”: il gusto attraversa i territori, connette comunità e valorizza luoghi simbolo di uno
dei paesaggi più iconici d’Italia.
Costiera Sorrentina. Un passaggio naturale che traduce in forma concreta il concept “Gusto in
Movimento”: il gusto attraversa i territori, connette comunità e valorizza luoghi simbolo di uno
dei paesaggi più iconici d’Italia.
Questa evoluzione si intreccia con un momento storico per la cultura gastronomica del Paese: il
riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale, un traguardo al quale Festa a
Vico ha contribuito, nel suo percorso, celebrandone ogni anno i valori fondanti – dalla centralità
delle persone alla qualità delle materie prime, fino al legame indissolubile con i territori.
riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale, un traguardo al quale Festa a
Vico ha contribuito, nel suo percorso, celebrandone ogni anno i valori fondanti – dalla centralità
delle persone alla qualità delle materie prime, fino al legame indissolubile con i territori.
In questo contesto si inserisce il tema della ventitreesima edizione, ispirato alle intuizioni di
Giovanni Keplero: “FOCUS: l’intelligenza nelle mani, la conoscenza nel piatto”. Dopo aver
celebrato nel 2025 il valore del tempo ritrovato, Festa a Vico sceglie oggi la profondità e la
chiarezza dello sguardo. Mettere a fuoco significa selezionare, dare valore, restituire nitidezza a
ciò che davvero conta: il gesto, la tecnica, la visione.
Giovanni Keplero: “FOCUS: l’intelligenza nelle mani, la conoscenza nel piatto”. Dopo aver
celebrato nel 2025 il valore del tempo ritrovato, Festa a Vico sceglie oggi la profondità e la
chiarezza dello sguardo. Mettere a fuoco significa selezionare, dare valore, restituire nitidezza a
ciò che davvero conta: il gesto, la tecnica, la visione.
«È tempo di mettere a fuoco ciò che conta davvero», afferma Gennaro Esposito. «L’eccellenza
nasce dalla convergenza di molti raggi: l’intelligenza delle brigate, la conoscenza diretta dei
produttori – nostri alleati – e una materia prima purissima che si mette al servizio dell’idea per
generare conoscenza nel piatto».
nasce dalla convergenza di molti raggi: l’intelligenza delle brigate, la conoscenza diretta dei
produttori – nostri alleati – e una materia prima purissima che si mette al servizio dell’idea per
generare conoscenza nel piatto».
Il programma 2026 si sviluppa lungo due direttrici: da un lato l’intelligenza delle mani, con
chef, maestri pasticceri e pizzaioli protagonisti insieme alle loro brigate, custodi di un sapere che si trasmette attraverso il fare; dall’altro la conoscenza della filiera, che racconta un sistema
fondato su relazioni autentiche, fiducia e trasparenza.
chef, maestri pasticceri e pizzaioli protagonisti insieme alle loro brigate, custodi di un sapere che si trasmette attraverso il fare; dall’altro la conoscenza della filiera, che racconta un sistema
fondato su relazioni autentiche, fiducia e trasparenza.
In questa edizione, i format storici de “La Repubblica del Cibo” e de “Il Cammino di Seiano” si rinnovano e danno vita a tre nuovi appuntamenti che ne reinterpretano lo spirito attraverso il
tema FOCUS. Nascono così “Quella Pizza a Vico – Spicchi di Genio”, uno spazio dedicato
all’eccellenza dell’arte bianca e alla creatività dei suoi protagonisti; “Vico, Amore e Trattoria”,
un viaggio nella cucina autentica e nelle radici della tradizione; e “Brothers in Food”, evoluzione del Cammino di Seiano, che trasforma lo storico incontro tra chef in un’esperienza capace di celebrare il valore del tempo, del confronto e della condivisione.
tema FOCUS. Nascono così “Quella Pizza a Vico – Spicchi di Genio”, uno spazio dedicato
all’eccellenza dell’arte bianca e alla creatività dei suoi protagonisti; “Vico, Amore e Trattoria”,
un viaggio nella cucina autentica e nelle radici della tradizione; e “Brothers in Food”, evoluzione del Cammino di Seiano, che trasforma lo storico incontro tra chef in un’esperienza capace di celebrare il valore del tempo, del confronto e della condivisione.
Nella stessa direzione si inserisce anche “Una promessa è una promessa”, che pur
mantenendo intatta la propria formula, si rinnova nella natura e nello spirito delle proposte.
L’apice si raggiungerà mercoledì 17 giugno, quando la manifestazione si sposterà a Sorrento,
nella cornice iconica dell’hotel Bellevue Syrene, per due eventi centrali: il pranzo
“Quell’Abbinamento a Vico”, che celebra l’arte dei sommelier e la loro capacità di abbinare il
vino alla cucina dello chef per amplificarne l’esperienza gustativa, e la “Cena delle Stelle”, che
riunirà grandi protagonisti della cucina in uno scenario unico al mondo, per celebrare il
riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.
mantenendo intatta la propria formula, si rinnova nella natura e nello spirito delle proposte.
L’apice si raggiungerà mercoledì 17 giugno, quando la manifestazione si sposterà a Sorrento,
nella cornice iconica dell’hotel Bellevue Syrene, per due eventi centrali: il pranzo
“Quell’Abbinamento a Vico”, che celebra l’arte dei sommelier e la loro capacità di abbinare il
vino alla cucina dello chef per amplificarne l’esperienza gustativa, e la “Cena delle Stelle”, che
riunirà grandi protagonisti della cucina in uno scenario unico al mondo, per celebrare il
riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.
Vico Equense resta il cuore pulsante della manifestazione, ma il 2026 segna un’apertura storica: Sorrento entra ufficialmente nel racconto di Festa a Vico, rafforzando il legame con un territorio simbolo dell’eccellenza culturale e gastronomica italiana. Resta invariata anche l’anima solidale dell’evento: l’intero ricavato sarà devoluto a progetti benefici, trasformando l’eccellenza gastronomica in un gesto concreto di responsabilità e condivisione.
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