«I 115.000 euro raccolti rappresentano la conferma di quanto Festa a Vico continui a essere un progetto capace di coinvolgere e unire persone diverse attorno a valori condivisi», dichiara Gennaro Esposito. «È il risultato dell'entusiasmo e della generosità della comunità locale, della partecipazione degli chef, del sostegno dei nostri sponsor e di tutti coloro che scelgono di esserci anno dopo anno. Questo straordinario traguardo dimostra che la cucina può essere un potente strumento di condivisione e solidarietà».
Per quattro giorni Vico Equense e Sorrento hanno accolto chef, produttori, artigiani, professionisti del settore, giornalisti e appassionati, dando vita a un articolato programma di incontri, degustazioni e momenti di confronto dedicati alla cultura gastronomica contemporanea. L'edizione 2026 ha segnato inoltre un importante passo nel percorso di crescita di Festa a Vico: per la prima volta, la manifestazione ha superato i confini di Vico Equense approdando anche a Sorrento, trasformandosi in un evento diffuso capace di abbracciare l'intera Costiera Sorrentina.
Al centro dell'edizione 2026 il tema “FOCUS – L'intelligenza nelle mani, la conoscenza nel piatto”, una riflessione sul valore del sapere artigianale, dell'esperienza e della trasmissione delle competenze. Un invito a riportare l'attenzione sulle persone che ogni giorno contribuiscono a costruire l'eccellenza della cucina italiana, trasformando conoscenza, tecnica e creatività in patrimonio culturale condiviso. Un tema che ha attraversato l'intero programma della manifestazione, raccontando una cucina che non è soltanto espressione di eccellenza, ma anche strumento di identità, cultura e responsabilità sociale.
A testimoniare questa continua capacità di rinnovarsi, l'edizione 2026 ha visto il debutto di tre nuovi appuntamenti: Quella Pizza a Vico – Spicchi di Genio, dedicata ai protagonisti della pizza contemporanea; Vico, Amore e Trattoria, omaggio alla memoria gastronomica italiana e alla cultura delle trattorie; e Brothers in Food, format che celebra il valore delle relazioni, della condivisione e della collaborazione tra cuochi. Novità che hanno ampliato il racconto delle molte anime della cucina italiana, affiancandosi agli appuntamenti ormai simbolo della manifestazione. Immancabile l’iconico appuntamento Una promessa è una promessa, il pranzo dedicato alle nuove generazioni della cucina italiana, che continua a offrire ai giovani talenti emergenti l'opportunità di raccontare la propria identità gastronomica e confrontarsi con professionisti, giornalisti e opinion leader del settore.
Il 17 giugno, nella suggestiva cornice del Bellevue Syrene di Sorrento, si è svolta una delle giornate più significative dell'intera edizione. Il pranzo Quell'Abbinamento a Vico ha esplorato il dialogo tra cucina, vino e mixology, mettendo in relazione chef, sommelier e bartender in un percorso dedicato all'equilibrio tra sapori, tecniche e sensibilità differenti.
A seguire la Cena delle Stelle ha rappresentato uno dei momenti più attesi del programma: un Grand Gala Dinner che ha riunito alcuni tra i più importanti interpreti della gastronomia contemporanea, celebrando la cucina italiana come espressione culturale, identitaria e patrimonio di conoscenze condivise, anche nel percorso verso il riconoscimento come patrimonio immateriale dell'umanità UNESCO.
A seguire la Cena delle Stelle ha rappresentato uno dei momenti più attesi del programma: un Grand Gala Dinner che ha riunito alcuni tra i più importanti interpreti della gastronomia contemporanea, celebrando la cucina italiana come espressione culturale, identitaria e patrimonio di conoscenze condivise, anche nel percorso verso il riconoscimento come patrimonio immateriale dell'umanità UNESCO.
Una serata costruita come un racconto corale, capace di mettere in dialogo territori, esperienze e visioni differenti. Attraverso le creazioni degli chef protagonisti, il percorso gastronomico ha restituito una fotografia della straordinaria ricchezza della cucina contemporanea: linguaggi diversi accomunati dall'attenzione alla materia prima, alla tecnica e alla capacità di trasformare il piatto in un racconto di cultura e identità.
La chiusura è stata affidata alla grande pasticceria italiana, con un percorso dedicato alla creatività, alla memoria e alla tradizione dolciaria del nostro Paese.
La chiusura è stata affidata alla grande pasticceria italiana, con un percorso dedicato alla creatività, alla memoria e alla tradizione dolciaria del nostro Paese.
Ma il risultato più significativo resta quello della solidarietà. Da sempre anima di Festa a Vico, la beneficenza rappresenta il filo conduttore di un progetto che trova nella cucina uno strumento concreto di condivisione, partecipazione e sostegno verso chi ne ha più bisogno.
Festa a Vico si conferma così una comunità capace di generare valore: un luogo d'incontro in cui persone, territori e competenze si intrecciano per raccontare quel patrimonio di conoscenze che rende la gastronomia italiana unica e riconosciuta nel mondo.
Più che una manifestazione, Festa a Vico è una comunità che, attraverso la cucina, continua a costruire relazioni, valorizzare territori e trasmettere quel sapere fatto di esperienza, passione e cultura che rappresenta la vera forza della ristorazione italiana.
Festa a Vico si conferma così una comunità capace di generare valore: un luogo d'incontro in cui persone, territori e competenze si intrecciano per raccontare quel patrimonio di conoscenze che rende la gastronomia italiana unica e riconosciuta nel mondo.
Più che una manifestazione, Festa a Vico è una comunità che, attraverso la cucina, continua a costruire relazioni, valorizzare territori e trasmettere quel sapere fatto di esperienza, passione e cultura che rappresenta la vera forza della ristorazione italiana.
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