Artisia, l’innovativo brand di Barilla, unisce le forze con l’emergente Studio Yellowdot per presentare la mostra Edible Reveries che celebra l’ingrediente più amato dagli italiani e, al contempo, lo reimmagina, svelandone il potenziale creativo attraverso il design thinking. Nel cuore del Porta Venezia Design District, l’esposizione invita a vivere un’esperienza multisensoriale costruita attorno a un semplice gesto: assaporare la pasta 3D di Artisia.
Gli ospiti sono immersi in un’atmosfera sospesa e onirica, dove Studio Yellowdot ha creato Al Dente, una collezione site-specific e concettuale di arredi stampati in 3D che evocano pezzi di pasta fuori scala, circondati da lampade-scultura. Una videoproiezione racconta il design e la tecnologia della pasta 3D, cross-pollinazione tra food design e artigianato digitale, letteralmente “from byte to bite”. Un delicato soundscape completa il viaggio dei sensi.
Ogni giorno dalle 16 alle 19, la chef Beatrice Guzzi propone degustazioni gratuite di ricette gourmet a base di Spaghetto 3D: un nido eclettico generato da un unico filamento intrecciato e avvolto con meticolosa precisione fino a diventare una scultura in miniatura di straordinaria complessità. Le degustazioni sono abbinate agli aperitivi analcolici firmati Cantina Pizzolato: cocktail ready to drink a base di vino dealcolato che reinterpretano i grandi classici dell'aperitivo italiano in una proposta contemporanea e alcohol-free.
Ogni pezzo di Artisia nasce da un processo che intreccia tecnologia e artigianalità: sviluppato digitalmente, impastato a mano con acqua e semola, viene infine stampato in 3D, trasformandosi in una microarchitettura commestibile di sorprendente raffinatezza.
Ogni giorno dalle 16 alle 19, la chef Beatrice Guzzi propone degustazioni gratuite di ricette gourmet a base di Spaghetto 3D: un nido eclettico generato da un unico filamento intrecciato e avvolto con meticolosa precisione fino a diventare una scultura in miniatura di straordinaria complessità. Le degustazioni sono abbinate agli aperitivi analcolici firmati Cantina Pizzolato: cocktail ready to drink a base di vino dealcolato che reinterpretano i grandi classici dell'aperitivo italiano in una proposta contemporanea e alcohol-free.
Ogni pezzo di Artisia nasce da un processo che intreccia tecnologia e artigianalità: sviluppato digitalmente, impastato a mano con acqua e semola, viene infine stampato in 3D, trasformandosi in una microarchitettura commestibile di sorprendente raffinatezza.
«Edible Reveries è, letteralmente, un invito ad assaporare nuovi rituali di convivialità», spiega Valentina Parravicini, Marketing and Business Development Lead di Artisia. Le nuove creazioni bite-size espandono i molteplici modi in cui la pasta può essere gustata — da scenografici aperitivi finger food ad antipasti eclettici, fino a dessert inaspettati. «Attraverso un dialogo cross-disciplinare, design e tecnologia si intrecciano con la tradizione culinaria italiana e con un audace spirito di sperimentazione».
«Per questa mostra, abbiamo interpretato la pasta stampata in 3D non solo come ingrediente, ma come gesto», spiegano Bodin Hon e Dilara Kan Hon, fondatori dello Studio Yellowdot. Per la mostra, hanno anche creato Tattile, un nuovo design in edizione limitata ispirato all’atto di prendere la pasta con la punta delle dita. «I formati di Artisia nascono come algoritmi, ma il loro significato diventa reale attraverso il tatto e il gusto. Nell'installazione mettiamo in scena questa evoluzione: dal design digitale all'esperienza fisica. La pasta diventa un paesaggio multisensoriale — visivamente delicata, tattile tra le dita e stratificata nel sapore. Un'esplosione di sensazioni da percepire: leggera, giocosa e profondamente umana».
«Per questa mostra, abbiamo interpretato la pasta stampata in 3D non solo come ingrediente, ma come gesto», spiegano Bodin Hon e Dilara Kan Hon, fondatori dello Studio Yellowdot. Per la mostra, hanno anche creato Tattile, un nuovo design in edizione limitata ispirato all’atto di prendere la pasta con la punta delle dita. «I formati di Artisia nascono come algoritmi, ma il loro significato diventa reale attraverso il tatto e il gusto. Nell'installazione mettiamo in scena questa evoluzione: dal design digitale all'esperienza fisica. La pasta diventa un paesaggio multisensoriale — visivamente delicata, tattile tra le dita e stratificata nel sapore. Un'esplosione di sensazioni da percepire: leggera, giocosa e profondamente umana».