Artisia: il primo compleanno di arte tridimensionale

Formule geometriche complesse, intricate combinazioni algoritmiche, arabeschi tridimensionali dal fascino ipnotico: tutto questo è Artisia, l’unica pasta al mondo stampata in 3D.
In un anno Artisia è entrata nella quotidianità divenendo sempre più familiare. La semplicità del gesto, la libertà dell’utilizzo, la capacità di risvegliare la curiosità hanno permesso ad Artisia di divenire artefice di un nuovo modo di consumare il cibo. Cibo ‘da vivere’, complice di momenti conviviali, o di attimi dedicati a sé stessi.

Questo primo compleanno per Artisia significa il riconoscimento del proprio codice espressivo anche da parte di chef e bartender che ne apprezzano le potenzialità, l’adattabilità a preparazione diverse, la ricca gamma e la possibilità di creare formati bespoke.



Un anno per Artisia rappresenta un traguardo ma soprattutto l’espansione di un progetto in continuo divenire che immagina, prefigura, crea, spariglia la comfort zone. Incessantemente.

Black Spaghetto 3D

Per festeggiare il compleanno, il formato icona di Artisia – lo Spaghetto 3D – sfoggia un look ed eccolo in versione total black, 100% naturale. Un lungo spaghetto si arrotola su sé stesso, grazie alla stampa 3D, dando vita a calibrate sculture micro size, le cui anse raccolgono la giusta quantità di condimento per un equilibrio perfetto che conquista e invade il palato. Lo spaghetto sembra divenire così altra materia, a partire dalla modalità di consumo – lo si prende con le dita – fino alla conquista di nuove consistenze, texture e colori. Empatico.

AlTatto
Sara Nicolosi e Cinzia De Lauri sono le artefici della cena di compleanno di Artisia.
Chef di grande qualità e con una forte personalità, indomite nel sondare nuove strade, forti della propria abilità, si sono fatte interpreti delle poliedriche sfaccettature della pasta stampata in 3D. Nuove dimensioni, nuove emozioni.
Le forme sospese tra forza e delicatezza, le texture di volta in volta corpose, increspate, intrecciate, lisce, le modalità di cottura diverse, la forza evocatrice degli item, hanno dato vita a un menù capace di arricchire l’esperienza percettiva.
Esperienza percettiva diversa per ogni commensale, come è giusto che sia, filtrata dalla propria storia, dalla personale identità e sensibilità e dal momento che si sta vivendo. Per questo ogni ospite è stato invitato, dopo ogni piatto, a esprimere le proprie sensazioni ed emozioni con una parola, uno schizzo, una frase, un simbolo, una canzone ma anche un’idea, un’ispirazione, una prospettiva diversa. 

Published on: 13-03-2026