Andrea Migliaccio: nuovo ambasciatore di ItaliaSquisita

Una vita con in mano tutto il Mediterraneo. Andrea Migliaccio è un cuoco d’altri tempi, un uomo che parla poco, sorride poco, ma ha il cuore grande e pensa che il suo mestiere sia il lavoro più bello del mondo.
Andrea nasce a Lacco Ameno, nell’unico ospedale di Ischia, il 18 agosto 1980. Secondo di quattro figli, di mamma Giovanna e papà Guerino. Cresciuto in casa della nonna, viveva in una famiglia numerosa e tutte le domeniche si festeggiava qualcosa. Per innata passione, essendo molto dinamico e curioso, dava sempre una mano in cucina anziché giocare con i giocattoli: «Schiacciavo le patate per gli gnocchi, stendevo la pasta per la lasagna, aiutavo a preparare il coniglio imbottito. Era tutto un gioco. La casa della nonna era nel centro del mercato di Ischia, per strada c’era la vendita giornaliera delle barchette che tornavano dalla pesca, che poi mano a mano si sono trasformate nelle attuali pescherie. Prima era tutto una vendita per strada e quindi, non solo in cucina, ma anche sotto casa, si scendeva e si andava dai fornitori della nonna. Sì, mia nonna era una specie di influencer della cucina, molto rispettata sull’isola: le tenevo la mano e quando passavamo vicino ai mercanti li salutava personalmente, a uno a uno, e loro le passavano la merce giusta, quella messa da parte proprio per lei. E per curiosità io le chiedevo sempre: “ma come mai non ti danno questa qui e ti danno quella dietro?” “e perché alla nonna la conoscono, le riservano le cose speciali, quelle buone…” La nonna diceva così, sceglieva il broccoletto anziché il friariello, il cavolfiore anziché la zucca… Con lei ho iniziato a giocare prima che a cucinare, prima a divertirmi e poi a sudare. Mi ricordo questi grandi pranzi, grandi profumi, gigantesche emozioni fin da piccolo; una volta ci si svegliava alle 4 del mattino per fare il ragù, che doveva essere pronto per il pranzo, e mia nonna era una di queste “perverse” della cucina. Quindi già alle 6 si sentiva questo profumo per tutta casa. Io mi svegliavo per la scuola, verso le 7 e mi sentivo drogato da questi effluvi. Da lì ho approfondito questa mia cultura e passione, e non ho più smesso».

Anteprima di Andrea Migliaccio di Carlo Spinelli, in uscita sul n° 37 di ItaliaSquisita  

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