Al Baretto Sant'Ambrogio: nuovo classico italiano

Il gruppo La Gioia Collection, fondato dall’imprenditore Redi Shijaku, uno dei più in crescita degli ultimi anni, consolida il suo stile e la sua presenza nella città meneghina.
Il nome Sant’Ambrogio è un omaggio al patrono di Milano, simbolo dell’anima cittadina, della sua eleganza e resilienza. Con questo tributo, il ristorante "Al Baretto Sant'Ambrogio" si posiziona non solo nello spazio, ma anche nello spirito: profondamente milanese, senza tempo e aspirazionale. 

Un nuova definizione del classico italiano voluto dall’imprenditore Redi Shijaku, fondatore e CEO di La Gioia Collection, il gruppo ristorativo che comprende cinque ristoranti divisi in tre categorie: il Fine dining La Gioia San Marco, i due indirizzi Al Baretto e le osterie dall’atmosfera conviviale Serafina e Afrodite. Ogni locale si distingue per un’identità, un’estetica curata e una visione personale del concetto di accoglienza.

«Non creiamo ristoranti. Creiamo luoghi. Luoghi che fanno sognare e rivivere il sogno italiano» afferma Redi Shijaku, una frase che racchiude il suo pensiero imprenditoriale e ristorativo, volto a far scoprire l'italianità a tavola e non solo. 



Al Baretto Sant’Ambrogio è sull’eredità di Al Baretto San Marco, storica destinazione nota per il suo menù interamente di mare, il suo fascino discreto e il lusso understated. Con l’apertura di questo secondo indirizzo, Al Baretto evolve: Sant’Ambrogio propone un’offerta culinaria più ampia ed espressiva – dalla pasta fatta a mano e piatti di mare, fino alle carni pregiate italiane – il tutto in uno spazio più grande e dinamico. Nel ristorante, il timeless bar che richiama il ponte di uno yacht è un luogo di incontro che contribuisce, insieme a tutto il servizio, all’esperienza. Un secondo bar, più riservato, accompagna l’area privata, mentre il sound and light design dello spazio si adatta fluidamente al ritmo della serata. Fondamentale è anche il contributo umano: la squadra di sala è composta da profili di forte professionalità e presenza scenica, come il manager Marco Sacco e wine expert Telemaco Calandrino.  

«Non inseguiamo le mode. Inseguiamo la bellezza autentica. Con la sensibilità di saper cogliere ispirazioni dalla quotidianità, viaggiamo, ricerchiamo, sogniamo e poi creiamo - Questa non è una replica. È un nuovo capitolo: una reinterpretazione elegante, personale e decisa dell’ospitalità milanese» conclude Redi Shijaku.

Published on: 02-10-2026