Chef
TOMMASO ZOBOLI
Da Patrizia, Tommaso Zoboli trasforma la cucina in un racconto immersivo, con menu tematici e una sala che evolve diventando parte dell’esperienza.
Da Patrizia non si va solo per mangiare: si entra in una storia. È da qui che parte il lavoro di Tommaso Zoboli, chef modenese classe 1998, che ha scelto di usare la cucina come un linguaggio capace di raccontare la storia e coinvolgere.
Si avvicina al mondo della ristorazione in giovane età, cambiando formazione e iscrivendosi all’alberghiero, anche grazie alla spinta della madre, che non lo vedeva soddisfatto del percorso scientifico intrapreso.
La sua formazione passa da alcune delle cucine più rilevanti del panorama italiano: dall’Osteria Francescana di Massimo Bottura al lavoro al fianco di Gianfranco Pascucci, fino all’esperienza con Norbert Niederkofler. Percorsi diversi che contribuiscono a definire metodo e visione personale.
Nel 2021 arrivano le prime soddisfazioni, con il riconoscimento come Miglior Chef Under 30 d’Italia, che conferma una traiettoria in forte crescita. Ma è nel 2023 che Tommaso dà vita al suo progetto più personale: Patrizia, dedicato alla madre, è uno spazio di totale libertà espressiva.
Nel 2021 arrivano le prime soddisfazioni, con il riconoscimento come Miglior Chef Under 30 d’Italia, che conferma una traiettoria in forte crescita. Ma è nel 2023 che Tommaso dà vita al suo progetto più personale: Patrizia, dedicato alla madre, è uno spazio di totale libertà espressiva.
“Il piatto non è il fine, ma il mezzo con cui riusciamo a far capire quello che stiamo dicendo”. Il menu non nasce dall’ingrediente, ma da un tema: letterario, artistico, pop o concettuale, che viene analizzato, discusso e interiorizzato da tutto il team. Tommaso e la sua brigata partono da ciò che vogliono raccontare, dividendo il tema in 11 capitoli e chiedendosi come trasformare ogni idea in un piatto. L’ingrediente diventa così una parola, il piatto una frase, la cucina il mezzo per rendere visibile un pensiero: “Usiamo la cucina come una penna per scrivere”, racconta Zoboli.
Questo approccio va oltre i piatti e coinvolge l’intero spazio del ristorante: l’ambiente si adatta alla narrazione e accompagna il cliente dentro l’esperienza. La sala diventa parte attiva del racconto, contribuendo a creare un’esperienza immersiva, pensata per essere vissuta più che osservata. È una cucina espressiva ma sempre comprensibile, che cambia carattere ciclicamente, rendendo ogni percorso unico. Anche fuori dal ristorante Zoboli rivendica lo stesso principio: essere veri, assumersi la responsabilità di ciò che si racconta e restare fedeli alla propria identità.