Villa Crespi di Antonino Canavacciulo sul lago D’Orta

«Toni venne a “L’Approdo”, sul Lago d’Orta, quando aveva circa 20 anni per fare una stagione di 3-4 mesi. Ci conoscemmo e qualcosa di speciale scoppiò in un istante. Dopo due anni, nel 1997, ci fidanzammo. Il 28 febbraio 1999 aprimmo “Villa Crespi”, quando avevamo rispettivamente 23 e 24 anni. Una pazzia, però eravamo pieni di entusiasmo».

Così parla Cinzia Primatesta, moglie di Antonino Cannavacciuolo e responsabile dell’accoglienza a “Villa Crespi”. Dal 2000 in poi il mondo di Villa Crespi cresce a dismisura, perché viene gestita dallo chef ai fornelli e dalla moglie Cinzia all’accoglienza. Sono in tutto e per tutto i titolari di Villa Crespi. La prima stella Michelin sopraggiunge nel 2003, la seconda nel 2006, poi tre cappelli dell’Espresso e tre forchette del Gambero Rosso.

«Senza la mia brigata non potrei creare i miei piatti. Fabrizio Tesse, il mio souschef, e Graziano Cacioppoli, il responsabile della pasticceria, sono essenziali perché io possa esprimermi appieno. Io sono del segno zodiacale dell’Ariete, una testa dura ostinata e sicura di sé, ma ascolto le critiche altrui purché costruttive.
Menomale poi che c’è mia moglie Cinzia, che è l’ammortizzatore, il mio privato scudo spaziale contro chi mi crea dei problemi inutili».

I suoi compari di cucina sono sempre al suo fianco, anche quando lo chef si sposta all’estero per congressi o e consulenze. «I miei ragazzi mi assistono sempre, dal sommelier al ragazzo appena arrivato per uno stage: io gioco con loro, scherzo continuamente sebbene durante il servizio si debba mantenere il silenzio e la concentrazione».

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