Alla scoperta del Ristorante Quadri a Venezia

Siamo nel cuore di Venezia: piazza San Marco. I fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo sono stati pionieri in questo: prima di tutti hanno portato in città una ristorazione ai massimi livelli in un luogo storico, trasformandolo da polverosa dimora d'antan a una meta imprescindibile per gli appassionati dell'alta ristorazione di tutto il mondo.

L'atmosfera nella sala è elegante e al contempo rilassata, lasciando agli ospiti il piacere di assaporare con calma il fascino intramontabile di questo storico locale. Il menu del Quadri, creata da Max Alajmo e Silvio Giavedoni, lo chef resident, rappresenta l'italianità e in pieno lo stile Alajmo.

Attualmente comprende una selezione di piatti alla carta e due percorsi di degustazione: “Laguna” e “Quadri”.
Cenare a un tavolo dal primo piano, dove si trova il ristorante affacciato sulla piazza, porta la mente in un’altra dimensione, un lusso vero e non ostentato, una cura nei particolari che coniuga moderne esigenze con il rispetto del luogo.

Sin dalla sua apertura nel 2011 il ristorante è condotto con mano certa da Silvio Giavedoni, che da più di 13 anni lavora con Massimiliano Alajmo. Solo un anno dopo, nel 2012, arriva al ristorante la stella Michelin. Quello che piace e conquista di Silvio è l'umiltà, la simpatia, la piccola follia, tutto in perfetta armonia con una grande conoscenza delle materie prime.

Il servizio è impeccabile, ogni azione viene realizzata con uno stile così elevato che l’esperienza culinaria diventa magistrale. Naturalmente ho voluto assaggiare il celebrato Cappuccino di laguna, piatto signature de Le Calandre che viene re-interpretato con i prodotti del giorno del Mercato di Rialto.

Arriva poi anche un'emozione pura con il “maxpacio”, il gazpacho segreto di casa Alajmo; seguono i “ravioli di burrata” riempiti al momento con un sugo di pomodoro la cui nota acida si fonde magicamento con la dolcezza della burrata e in cui ritrovo le diverse consistenze dei molluschi freschi.

Giunge poi un “dotto ai ferri”, una cernia di profondità che nella sua veracità porta il mare direttamente nel piatto. Fuori è una giornata molto calda, sono tentata dalla carta dei dolci ma poi mi affido allo chef Silvio, che chiude questo delizioso pranzo con una Insalatina di arance sanguinella con sorbetto al sedano verde, olio evo, sale Maldon e zest di arancia.

E’ ora di andare, le pareti porpora e legno scuro del ristorante sono un rifugio ovattato e prezioso che non ho molta voglia di lasciare. Ma il dovere mi chiama.

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