“Al Cacciatore della Subida” e il suo ristorante stellato in Friuli Venezia Giulia

All’interno della tenuta “Al Cacciatore della Subida” troviamo la  Perla della ristorazione friulana - a cui anche quest’anno la Guida Michelin ha rinnovato la stella - il ristorante è ospitato in una vecchia cascina ristrutturata e arredata dai Sirk con il loro gusto innato per le cose belle, semplici, vere, che sanno di storia ed è il cuore del delizioso borgo-vacanze “La Subida”, con una quindicina di piccole case rustiche in pietra e legno, maneggio, piscina, campo
da tennis e un’Osteria, dove gustare piatti veloci e buon vino.

Semplicità, armonia, buon gusto, silenzio, la presenza continua ma discreta dei proprietari fanno della “La Subida” un luogo ideale per rilassanti vacanze, o fine settimana,di totale benessere e assoluta tranquillità all’insegna della buona tavola, del buon vino (siamo nel Collio, terra dei migliori vini bianchi italiani), della natura e degli sport all’aria aperta.

Veramente graziose le case del borgo (attrezzate di tutto punto), con porticati esterni arredati con rustici tavoli e, all’interno, il fogolâr (tradizionale camino centrale, simbolo stesso della casa friulana), e antichi mobili contadini. «Le più recenti - racconta Joško - hanno la parete che dà sul bosco tutta di vetro e le altre in legno: la sensazione è di essere veramente immersi fra alberi e fiori.

Anche l’arredamento è diverso, essenziale, accoglie echi nordici e suggestioni
orientali: è il nostro modo di interpretare la natura». D’estate, “Al Cacciatore” si pranza nella fresca veranda dalle pareti in vetro da cui entra prepotente il verde del bosco e d’inverno al calore del fogolâr, dove viene preparata ogni giorno una fumante polenta.

In cucina, raffinate rielaborazioni dei più tipici piatti della cucina goriziana, slovena e friulana, echi raccolti dallo chef, Alessandro Gavagna, fresco di matrimonio con Tanja. Assieme a quattro aiutanti - tra cui Gabriele Franz, il suo valido e promettente secondo – propone piatti a volte sorprendenti e sempre stagionali.

E per finire la meravigliosa cantina, da cui Joško lascia fuori tutto ciò che è moda e standardizzazione, aprendo le porte, invece, alle espressioni più vere - talvolta limitate nella quantità - del territorio e delle sue molteplici suggestioni.

«La mia - racconta - non è una cantina-vetrina, ma un luogo in cui raccontare le storie dei vini e dei vignaioli, dando spazio al Friuli e alla vicina Slovenia, con il Collio che fa da protagonista».

Da qui deriva l’interesse verso i “piccoli” produttori, nonostante un grande rispetto e, perchè no?, anche l’ammirazione per certi “grandi”. Ma sono l’uvaggio Doc Collio Bianco e vitigni come il Tocai Friulano (ora rinominato Friulano), la Ribolla Gialla, il Sauvignon, il Pinot Bianco, il Pignolo, lo Schiopettino, quelli che meglio esprimono la filosofia de “La Subida”.

Sulla tavola arrivano dunque nomi di grandi come Gravner, Edi Keber, Radikon, ma anche di cantine poco note ma di notevole interesse. Qualche nome? «Carlo di Pradis, Damijan Podversic, Gianluca Anzelin» svela Joško, che segue con un’attenzione meticolosa le bottiglie da invecchiamento, come i rossi dei Colli Orientali.

Il suo orgoglio non sta certo in una carta dei vini da sbandierare, ma nella scelta, appassionata e meditata, di seguire con passione l’evoluzione nel tempo dei vini, offrendo ai clienti eccellenti vini del territorio già maturi ed etichette di cantine note ed emergenti di cui si fa cultore e scopritore.

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