Una pasticceria che sa di cucina

Le luci dei riflettori puntati sul dolce stanno gradualmente ridisegnando, da circa un ventennio, i contorni di una professione abituata fin qui a una minore visibilità. Anche negli spazi delle cucine gastronomiche, termometro dello status quo e allo stesso tempo vetrina del cambiamento, si muovono le linee che hanno a lungo allontanato lo chef e il pasticcere.

L’esigenza di un travaso di esperienze e punti di vista tra salato e dolce appare, quindi, sempre più come un imperativo, anche sulla scena italiana, una presa di coscienza non omogenea, ma che progredisce sensibilmente da nord a sud, sotto la spinta delle nuove generazioni e dei protagonisti più navigati in cucina e in laboratorio

Un movimento che, grazie all’enorme bacino d'ispirazione rappresentato dalle tradizioni millenarie e ai progressi nella formazione tecnica che si innesta su un impianto culturale che educa alla trasversalità, sta assumendo delle caratteristiche specifiche del nostro ricchissimo contesto culturale e professionale, e potrebbe produrre nel futuro immediato dei risultati di grande interesse per la grande cucina mondiale

Estratto di "Una pasticceria che sa di cucina", di Domenico Biscardi, nel N°43 di ItaliaSquisita

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