Sicilia: Terra di Altitudini

Un viaggio enogastronomico tra le sciare etnee e le diverse altitudini della Sicilia, coi produttori di Palmento Costanzo e in cucina con Lina Castorina, tra lo scirocco ragusano con Arianna Occhipinti e lo chef Vincenzo Candiano, fino ai venti di Salina con Nino Caravaglio e la chef Martina Caruso. Connessioni davvero all'altezza.
Sarebbe pressoché impossibile ripercorrere il crocevia di popoli e culture che, da ogni angolo del bacino del Mediterraneo, hanno contribuito alla morfologia biologica e culturale della Sicilia, che la rendono una terra unica per la sua biodiversità.
La storia enologica di queste terre conferma tale unicità: basti pensare alla diversità varietale dei vini, la cui vendemmia inizia da fine luglio coi bianchi precoci, fino al mese di novembre nella zona etnea. Per tradurre i diversi linguaggi enogastronomici siciliani, si potrebbe utilizzare la lingua delle altitudini, imitando l’esercizio dello chef peruviano Virgilio Martinez presso il suo ristorante Central a Lima, il cui menu si struttura su 16 altitudini e paesaggi peruviani.

700m s.l.m.
Il territorio vitivinicolo dell’Etna regala un vero e proprio puzzle pedoclimatico, circoscrivendo aree geografiche distinte da specifici microclimi, organicità del suolo ed esposizione al sole e ai venti. Nel borgo di Passopisciaro, nel versante nord, avviene il 45% della produzione enologica, inclusa quella dei vini Etna DOC delle cantine Palmento Costanzo. 

168 m s.l.m.
Andando verso sud e oltrepassando l’asperità dei monti Iblei si giunge poi a Vittoria, situata a circa 168 metri sopra il livello del mare. Lungo la strada provinciale SP68, le vigne di Arianna Occhipinti, “darling of the natural wine world” e “anti-establishment figure”, secondo la critica di Eric Asimov, respirano il sole e lo scirocco del Mediterraneo che allontana le nubi degli Iblei e si nutrono del calcare e del tufo della contrada. 

300m s.l.m.
Salendo di fronte alla costa tirrenica che si affaccia sul messinese si va infine incontro all’isola di Salina, una delle prime riserve naturali siciliane e candidata isola pilota dell’UE per la sostenibilità. Qui, Nino Caravaglio produce su terreni di origine vulcanica e sulla sabbia che contribuisce inequivocabilmente alle note minerali e alla salinità dei suoi vini. 

Estratto di Violetta Sturiale di Vino&Spirits "Sicilia -Terra di Altitudini" del n.39 di ItaliaSquisita
Photo Credits: Arianna Occhipinti
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