Sara Preceruti: colori, contrasti e gusti nascosti

La cuoca classe ‘83 veste il migliore degli impermeabili per ripararsi dalla tempesta pandemica: quello del coraggio che l’ha portata a traslocare il suo ristorante dalla piccola e riservata Porlezza (CO) allo stimolante ed esigente capoluogo meneghino.
È quasi ora di cena a Milano, ma il rumore dei tuoni, che preannunciano un violento temporale, sovrasta ogni tipo di suono: le vibrazioni del tram numero 2 che lambisce il Naviglio Grande, il borbottio degli pneumatici delle auto che calcano i masselli in pietra, ma soprattutto il clangore di pentole e piatti proveniente dalle cucine dei ristoranti limitrofi. Il maltempo, soprattutto oggi, è una minaccia per cuochi e ristoratori.
Per molti, ma non per
Sara Preceruti, la giovane chef di Castello d’Agogna, titolare del ristorante “Acquada”, che dal lombardo significa proprio acquazzone, un concetto su cui ha costruito la metafora della sua avventura.

La cucina è dunque il suo ombrello, sotto il quale esprime in ogni situazione creatività, entusiasmo ma soprattutto realismo. Sara, premiata a 28 anni con la stella Michelin, è infatti una professionista umile che ha saputo fermarsi e rimboccarsi le maniche molte volte nella sua breve carriera.
Ogni piatto rispecchia così il carattere forte di una giocosa cuciniera che irradia di contrasti e sapori i gusti più nascosti.


Estratto di Elio Ciconte di "Sara Preceruti " nel numero #40 di ItaliaSquisita 

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