Il maestro: Alfonso Iaccarino

Alfonso amava cucinare per sua moglie Livia, rubando le chiavi della cucina dell’albergo di famiglia e preparandole all’insaputa di tutti piatti speciali, unici, irripetibili.
Punta Campanella è il regno di Alfonso e Livia Iaccarino, il punto preciso dove le ascisse e le ordinate della storia del Don Alfonso1890 - il loro ristorante a Sant’Agata sui Due Golfi - s’incontrano, il laboratorio a cielo aperto dove idee, sogni, ambizioni e progetti si sono intrecciati, sviluppati e realizzati alimentandosi vicendevolmente.

«Io e Livia avremmo potuto tranquillamente goderci i proventi del nostro lavoro viaggiando, “facendoci” - come tanti qui in Costiera - la villa e la barca, ma non era questo che ci interessava. Qui abbiamo trovato la vita vera, perché qui assistiamo ogni giorno al miracolo della vita. Qui c’è la biodiversità mediterranea, qui le api per sei, sette mesi trovano il loro miglior nutrimento in mezzo alla vegetazione spontanea della costa, tra i fiori degli alberi da frutto - peschi, peri, albicocchi e pruni -, quelli degli agrumi e dei carrubi e infine nel castagneto. Qui le api sono nel miglior habitat possibile perché non utilizziamo né pesticidi né fertilizzanti di sintesi. Qui c’è tutto, se scoppia una guerra questo è il nostro rifugio, qui stiamo costruendo la nostra casa, qui siamo felici».

Esordisce così Alfonso, una volta arrivati giù a Le Peracciole – si chiama così la loro tenuta agricola, la principale e più ricca fonte di approvvigionamento della sua cucina a Punta Campanella – dopo una serie di vertiginosi tornanti a strapiombo sui terrazzamenti abbracciati dai muretti a secco e su un blu che è cielo e mare al tempo stesso. E capisci che nulla della sua storia, della storia della sua famiglia, della sua cucina, del suo ristorante e del suo successo internazionale potrà mai prescindere da questo luogo e le sue suggestioni. 
“Ma c’addafa’quidd’scem’ ngopp’ a Sant’Agata?” si chiedevano increduli e scettici i ristoratori e gli albergatori della Costiera quando Alfonso e Livia nei primi anni ’70 decisero di aprirsi il loro ristorante nella dépendance della storica Pensione Iaccarino di Nonno Alfonso contro il parere delle loro famiglie. Quella del cibo sano, dell’amore incondizionato verso un territorio ricco ma minacciato dal progressivo predominio di un’informazione mendace, della necessità del recupero dei sapori perduti, era la loro magnifica ossessione fin dai tempi di un’amicizia inizialmente ludica, ma trasformatasi poi negli anni in un sodalizio tenace, coraggioso, complice e militante...

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Estratto di Danilo Giaffreda di "Alfonso Iaccarino - Don Alfonso 1890" nel n° 40 di ItaliaSquisita. 
Photo credits: archivio storico Alfonso Iaccarino

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