Limoncello, il sole in bottiglia

Costiera Amalfitana, Lago di Garda e Sicilia: il limoncello di tre meravigliose costiere.
Culture e colture millenarie, riuso, arte conservativa ed esaltazione della natura. Sacro, profano, alcolico e mitologico: un liquore antico, rivendicato, esportato e imitato in tutto il mondo, il sole in bottiglia di costiere, isole e riviere.
«La Costiera Amalfitana senza limoni sarebbe un paesaggio desolante – racconta Alfonso Iaccarino, patron dello storico ristorante Don Alfonso 1890** di Sant’Agata sui Due Golfi (NA), passeggiando sotto il proprio pergolato di limoni – senti il profumo inebriante? È qualcosa di veramente unico».
Lo Sfusato o Limone Costa d’Amalfi, limoni caratterizzati da una buccia spessa, rugosa e profumata sono perfetti per la realizzazione del limoncello, ottenuto infatti dalla macerazione delle scorze in base alcolica con la sola aggiunta di acqua e zucchero.
«Il limoncello è sempre stato il liquore classico delle famiglie della nostra zona, ha legami centenari con la Costiera ed è da relativamente poco che è diventato di dominio comune – il termine “limoncello”, infatti, viene associato alla bevanda a partire dal 1590, adesso lo fanno ovunque ma quello che offre il nostro territorio non lo offre nessun altro» ride Alfonso Iaccarino.

Viaggiando fra i territori vocati alle coltivazioni di questo agrume non si può non citare il Lago di Garda con il suo microclima atipico, che si avvicina alle caratteristiche del sud Italia.
«Il limone è stato portato a Gargnano dopo il 1200 dai monaci francescani che hanno iniziato a introdurre la pianta per poi estendere la coltura a tutta la riviera » racconta Stefano Baiocco, chef del ristorante Villa Feltrinelli** a Gargnano in provincia di Brescia.
«Lo scorso anno abbiamo iniziato a sviluppare un babà in vasocottura irrorato da una bagna al limoncello e abbiamo sentito l’esigenza di produrre il nostro , con il nuovo pastry chef Mattia Pirlo, sarà in produzione per i frequentatori del lago. «L’utilizzo dei limoni non si limita alla realizzazione del nostro limoncello, da qualche anno utilizziamo anche la riduzione di succo di limone.»

Seguendo le parole di Johann Wolfgang von Goethe “Conosci la terra dei limoni in fiore, dove le arance d’oro splendono tra le foglie scure”, si giunge nell’isola più riconosciuta per la produzione di agrumi, la Sicilia.
In Sicilia però è più radicata la tradizione del Rosolio al limone, un liquore fatto in casa con l’utilizzo di essenze di limone e l’aggiunta di bucce in macerazione.
In Sicilia viene utilizzato più frequentemente come un prodotto fresco e non da conserva «il limone, a una temperatura di pastorizzazione, altera il proprio gusto e perde le sue caratteristiche spiega Pino Cuttaia, chef del Ristorante La Madia** a Licata (AG). Quasi l’80% dei miei piatti hanno una base di agrumi ma personalmente non sono un grande amante di questi liquori, li trovo molto dolci.»

Anteprima di " Limoncello - il sole in bottiglia" di Marco Polizzi in uscita nel N° 42 di ItaliaSquisita.
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