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Vini naturali: bollicine e vini bianchi

Massimo D’Alma presenta alcuni tra i migliori vini naturali, consigliando bollicine e bianchi.
Massimo D’Alma è da sempre appassionato al vino, fin da quando, negli anni a cavallo tra ‘70 ed ‘80 suo papà lo portava in giro per le colline salernitane. Il vino che si beveva allora era doppio, spesso, irto e molte volte accompagnato da puzze non proprio piacevoli. Con una formazione “contadina” di tal guisa non poteva che iniziare a curiosare tra i vini naturali, che nel frattempo puzzavano sempre meno. Da 15 anni continua a “curiosare” in questo mondo, dove ormai si confezionano ottimi prodotti e ne scrive sul suo blog: www.paladar.it. Massimo ci porta ad esplorare il mondo dei vini naturali (termine preferito agli appellativi “vini biologici” o “biodinamici”): qui di seguito una lista di vini bianchi e bollicine selezionati dall’appassionato wineblogger. Vini Bianchi Haderburg Obermairlhof Sylvaner 09 Siamo nel meridione dell’Alto Adige, precisamente poco sopra Salorno, dove la fortezza medievale di Haderburg è il simbolo indiscusso. Tedesca la lingua, così come questo antico vitigno, non per niente originario della Franconia. Nessun intervento particolare in vigna e in cantina per preservare al massimo i delicati profumi floreali che ne fanno il vino di facile beva. Ciro Picariello Fiano 05 Uno dei miei “vini del cuore”. Prodotto in una delle zone maggiormente vocate dell’Irpinia, esprime perfettamente la forza di quelle terre. C’è davvero molto “spessore” in bottiglia, così tanto che la beva risulta “corretta” solo adesso, a quasi sei anni dall’imbottigliamento. È anche “colpevole” chi lo produce, in quanto la sua idea fissa è quella di un bianco che può invecchiare, evolversi. E i risultati ne confermano positivamente l’intenzione. Fiorano Pecorino Donna Orgilla 2010 Se le Marche sono conosciute per un grande vino bianco, il Verdicchio, possiamo scommettere che in futuro anche un altro vino bianco si farà strada. Parliamo di un vitigno con un nome molto particolare: Il Pecorino, presente anche nel vicino Abruzzo. In questo caso parliamo del Donna Orgilla 2010 di Fiorano, azienda marchigiana di Cossignano (AP), di un milanese innamorato di queste terre che riesce a ottenere un vino dall'ottima struttura, con una bella longevità ed una complessità non banale. Vodopivec Vitovska 06 La Vitovska è un’uva bianca tipica del Carso vinificata dai fratelli Paolo e Valter in due “modi” diversi: quello classico, ovvero direttamente nelle botti di legno, oppure in anfore di terracotta interrate, per affinarsi successivamente - secondo antichi dettami - in grandi botti. È questo il prodotto più interessante del fratelli Vodopivec (che, ironico dirsi, in sloveno significa Bevilacqua): è un prodottto diverso, molto particolare, quasi un rosso travestito da bianco, da provare tranquillamente in abbinamenti inusuali su piatti importanti. La Stoppa Ageno 04 Si potrebbe definire un “vino rosso da uve bianche”, prodotto da questa storica azienda del piacentino. Il nome è un omaggio al precedente proprietario della tenuta, colui che ha testardamente creduto nelle possibilità di questa terra calda e poco produttiva. Come un rosso, dicevo, e di questo ne presenta l’imponente struttura. È lento ad esprimersi, e per questo bisogna attenderlo a lungo, come testimoniato dalla data di produzione, ma vale davvero la pena aspettare a stappare. Bollicine Cruasè Pàs Dose Piccolo Bacco dei Quaroni Il Metodo Classico da Pinot nero in Oltrepo ha un nome nuovo: Cruasè. Purtroppo solo il tempo potrà dire se sarà anche un nome di successo, intanto ci godiamo questo splendido vino, nato da pochissimo, che colpisce per la sua eleganza e pulizia. Provatelo alla cieca con qualche blasonato francese, non rimarrete delusi. Casa Coste Piane Frizzante Naturalmente Il Prosecco, uno dei prodotti italiani più venduti nel mondo e più bistrattati. Eppure esiste un altro modo di “dire” prosecco, meno conosciuto, completamente diverso: è rappresentato da quelle bottiglie, un tempo riservate al consumo “privato” dei vari produttori, ma che tutti nelle zone “vocate” riconoscono come il vero Prosecco. Non filtrato, risulta poco gradevole alla vista, ma è fresco, mai scontato, una vera sorpresa per aromi e sapori.
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