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Pellegrino Artusi rivive al Castello di San Pietro in Cerro

Lunedì 30 maggio 2011 “Un Po di stelle” si sono riunite nell’esaltazione della cucina della Bassa Piacentina, in onore, quest’anno, a Pellegrino Artusi.
Lunedì 30 maggio 2011 si è svolta la terza edizione dell’evento che celebra i sapori della Bassa Piacentina. Quest’anno, il tema principale della manifestazione riguardava l’evoluzione della cucina italiana e del turismo enogastronomico da 120 anni a questa parte, ovvero dalla data di pubblicazione del manuale-ricettario di Pellegrino Artusi a oggi. Nel centenario della morte dell’autore che "ha unito l’Italia a tavola”, dunque, l’Associazione Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina ha omaggiato la memoria di questa figura storica dedicandogli l’edizione 2011 di "Un Po di stelle”, la rassegna che lega l’enogastronomia territoriale alla cultura e alla tradizione locali. La serata si è svolta nella cornice cinquecentesca del castello di San Pietro in Cerro, con oltre 80 tra autorità, giornalisti ed esperti, e partecipanti vari. Sono scesi in campo, esaltando sapientemente la materia prima dei luoghi intorno alla prima provincia emiliana, otto tra i cuochi più referenziati della zona, chef stellati compresi: Carla Aradelli del Ristorante "Riva" di Pontedellolio, Filippo Chiappini Dattilo dell’"Antica osteria del teatro" di Piacenza, Patrizia Dadomo de "La Fiaschetteria" di Besenzone e Daniele Repetti de "Il Nido del Picchio" di Carpaneto. Con loro Claudia ed Emanuela Cattivelli dell’omonima trattoria di Isola Serafini, Claudio Cesena dell’“Antica osteria della pesa” alla Scottina di Cadeo, Ettore e Stefano Ferri de “La Colonna” di San Nicolò, Isa Mazzocchi de “La Palta” di Borgonovo. A fare da introduzione alla cena gourmet, un convegno dedicato all’Artusi con il celebre chef Gualtiero Marchesi che, sollecitato dal giornalista Rai Alfredo Antonaros,  ha parlato del grande patrimonio della "cucina microclimatica italiana" (concetto legato alle variabili sul tema, campanilismi a parte) e ha ripercorso la sua storia di ricercatore appassionato della “tecnica parigina”, ma nello stesso tempo strenuo difensore della semplicità dei piatti che «devono essere puliti, senza arzigogoli, lontani, in questo, dall’arte pasticciera». Al convegno sono intervenuti anche Alberto Capatti, storico dell’alimentazione, scrittore e docente universitario, che ha curato la ristampa anastatica della prima edizione di “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, uscita quest’anno; Paolo Benvenuti, direttore dell’Associazione Città del Vino, ha elogiato la ricchezza del patrimonio ampelografico del nostro Paese valorizzata dalle innumerevoli (150 circa) "Strade del vino" sparse per la penisola; e ancora Laila Tentoni, coordinatrice e anima di “Casa Artusi” (adibita, non a semplice museo, ma piuttosto a centro di ricerca e didattica in ambito culinario) e Paola Rancati, autrice, insieme a Roberta Corradin, del libro “Tradizione Gusto Passione viaggio tra i sapori italiani – Vol.1 Nord e Centro” in cui ha raccolto il tradizionale “gusto” - parola che racchiude il piacere e il sapore - della cucina del Centro-Nord. [nggallery id=73]


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cura ortensie

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