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Il Moscato d’Asti nel rap americano

Il Moscato d’Asti e l’Asti Docg sono presenti nei testi della musica rap americana. Ormai il vino italiano ha sfondato anche nella musica in USA.
Navigando sul web abbiamo scoperto che almeno due (ma non è escluso che ce ne siano altri) rapper americani utilizzano la parola “moscato” nei loro testi provocatori, attribuendo a questo vino proprietà afrodisiache. E’ il caso ad esempio di Waka Floka Flame, al secolo Juaquin Malphurs (nato il 31 maggio 1986), che in “No hand” canta in slang “I’ma sip Moscato And you ‘gon lose dem pants”, tradotto “sorseggio Moscato e tu ti sfili i jeans” e continua con “Moscato got her freaky Aye you got me in a trance”, ovvero “il Moscato la euforizza, tu mi mandi in trance”. In “Invented sex”, titolo altrettanto eloquente, Trey Songz (Tremaine Aldon Neverson), fa un uso della parola “moscato” più attinente ai nostri costumi ed alle sue caratteristiche organolettiche con le parole “its a celebration clap, clap bravo lobster and shrimp and a glass of moscato for the girl whos a student and her friend whos a model finish the whole bottle/ è un’occasione speciale, batti le mani, bravo, aragosta e gamberi e un bicchiere di moscato per la ragazza che studia e la sua amica che è una modella ha finito la bottiglia”. Abbinamento gourmet, si potrebbe dire, che solo pochi sommelier riescono a proporre. Combinazione troppo colta enogastronomicamente per un rapper americano… A quanto pare ai giovani piace l’aromaticità del Moscato al punto da cantarla. E questo è un buon segnale. Non resta che far provare a tutti il nostro Moscato d’Asti Docg e il nostro Asti Docg: comprenderanno che solo sulle nostre colline italiane l’uva moscato bianco si esprime al meglio (e troveranno nuove ispirazioni!).
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