Fabio Pesticcio di Il Papavero

Festeggia quest’anno tredici anni di apertura il primo ristorante della Piana del Sele ad aver raggiunto uno dei traguardi più ambiti per chi fa ristorazione, la stella Michelin. Ricordo la mia prima volta qui, proprio nei giorni immediatamente successivi all’assegnazione.
Oggi è diversa la sala - da un paio di anni sopra a quella di allora, è cambiato lo chef – da tempo, il giovane Fabio Pesticcio conduce in maniera più equilibrata la cucina – e si è ampliata la cantina, che include tante etichette di nicchia. È però immutata la freschezza di pensiero e l’energia che il patron Maurizio Somma infonde in questo progetto, come pure l’ineguagliabile rapporto qualità/prezzo. Adesso le tre piccole sale accolgono i clienti infondendo una sensazione di familiarità e piacevolezza. Giovane tutta la squadra, non solo ai fornelli, anche in sala. Un servizio attento è guidato da Roberto Gigantino. La proposta complessiva del Papavero, a prezzi contenuti, offre qualità della materia prima, cura nelle preparazioni, sensibilità negli abbinamenti. Potrebbe essere un esempio per buona parte dei ristoranti della Piana del Sele, che spesso mette in carta, con banalità, materie prime dozzinali e lontane miglia dal territorio e dalla sua stagionalità.

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