È online la guida identità golose 2019

Le schede dei ristoranti di quest'anno sono 1.111 da 52 paesi. 100 i collaboratori, oltre 2mila le segnalazioni complessive.
La Guida Identità Golose 2020, presentata lunedì 9 dicembre in un salone dell'hotel Excelsior Gallia letteralmente stracolmo, è la dimostrazione del sempre maggiore successo e dell'autorevolezza di uno strumento giunto alla propria tredicesima edizione, la sesta completamente gratuita e online in base a scelta presa con lungimiranza per stare al passo coi tempi e rendere sempre più dinamico il lavoro dei circa 100 collaboratori sparsi per il globo.

246 new entries (157 italiane e 89 straniere), «Ben 75 delle insegne recensite vedono al comando uno chef con meno di 30 anni; altre 481 con meno di 40 anni: insomma oltre metà dei ristoranti della Guida è affidata alle nuove generazioni in cucina. Una svolta epocale, una volta non era così, c'era molta più diffidenza prima di affidare un locale alle giovani leve. Ricordo ancora come, al tempo, Massimiliano Alajmo e Giancarlo Perbellini fossero considerati troppi immaturi per sfondare. E invece...».

E invece anche su questo aspetto i numeri della Guida sono molto belli. Testimoni di una crescita complessiva, nel rispetto del criterio di sempre: «Decidiamo chi deve entrare, chi deve restare e chi deve uscire. Non diamo voti, esprimiamo il nostro giudizio includendo o meno il locale nel nostro zibaldone. Ci sembra giusto così». E chi per ora è rimasto fuori questo giro? La Guida è in continuo aggiornamento, «anche stamane abbiamo dovuto cambiare il comunicato stampa, perché i numeri si erano modificati nella notte. E sarà così sempre».

Il caporedattore della Guida, Gabriele Zanatta, ha sottolineato il valore delle otto Storie di Gola che accompagnano l'edizione 2020; sono altrettanti viaggi d'autore che narrano di luoghi di confine (Mauro Colagreco tra Mentone e Ventimiglia, Christian Puglisi tra Copenaghen e Malmö, il vignaiolo Josko Gravner tra Collio friulano e Collio sloveno, Paolo Lopriore tra Como e Canton Ticino, l’italo-argentino Paulo Airaudo tra San Sebastian e Biarritz, la cuoca Adria Marina e il food writer Beniamin Chalupinski che scrivono di Tijuana e San José, Tokyo Cervigni di Seattle e Vancouver e Fabiana Magrì che ci porta a spasso a Gerusalemme), itinerari tra due Paesi, consigli che scavalcano le frontiere, che ribadiscono una volta di più la fluidità della cucina.
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