L’Antica Corte Pallavicina di Massimo Spigaroli in provincia di Parma

L'”Antica corte Pallavicina” per chi ancora non c'è stato si trova sull'argine del Po a Polesine Parmense. Dopo vent'anni di lavori oggi è un vero gioiello di ospitalità, tutto merito di Massimo Spigaroli e del fratello Luciano che hanno fortemente voluto recuperare questo antico luogo molto legato alla storia della loro famiglia.

Infatti quando il loro bisnonno lasciò il podere Piantador, del Maestro Giuseppe Verdi, arrivò proprio alla Corte Pallavicina con i suoi figli e da mezzadro passò ad affittuario. Fu proprio una bella conquista! Tutti insieme cominciarono a lavorare a questo grande podere dalla terra fertile nella golena intorno al palazzo con tanto entusiasmo e con tutti quei saperi e quell’esperienza acquisita in Piantador.

Allevavano maiali, polli, tacchini, oche, anatre e bachi da seta. Mungevano mucche, piantavano i pioppi, facevano fascine e crescevano i cocomeri, il grano, la melica, gli ortaggi. D’inverno facevano i salumi secondo le antiche usanze. Poi presero l’appalto per lo sgombero della neve dalle strade, si inventarono il traghetto sul Po verso il cremonese, iniziarono anche a fare blocchi di cemento! E tutto questo sempre qui intorno e in corte dove nel 1916 nacque il padre di Massimo e Luciano.

Quando finalmente i fratelli sono riusciti ad acquistarla, nel 1990, la cascina era quasi un rudere! L’unico intervento di restauro davvero sostanziale risaliva al 1550. Alla fine del 1700 Maria Luigia Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla (nonché moglie di Napoleone) vi insediò la sua guardia di frontiera, i “Dragoni” a salvaguardia dei traffici fluviali allora fiorenti e abbassando le torri di un piano.

Dal 1850 la Corte fu suddivisa in piccole abitazioni e utilizzata da contadini, pescatori, carrettieri ed artigiani. Nessuno ci aveva più creduto, il Po si era spostato e se ne era impadronito: era rimasta dentro il fiume, che la inondava periodicamente.

Quelle cantine uniche dove i marchesi Pallavicino stagionavano i salumi oggi grazie ai fratelli Spigaroli sono ritornate a riempirsi di culatelli, la vecchia sala di stagionatura del formaggio ha ripreso la sua antica funzione, la ghiacciaia e la prigione sono riemerse dal fango e gli affreschi son tornati al loro splendore, i camini bruciano legna di pioppo e al primo piano le stanze calde e confortevoli sono pronte ad ospitare ospiti esigenti.

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