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Storia della cucina: la cucina tipica romana

Grazie all’Osteria San Cesario e Anna Dente, la storia della cucina e l’antropologia dell’alimentazione hanno argomenti fondamentali sulla cucina tipica romana
Parlando di storia della cucina e l’antropologia dell’alimentazione, all’”Osteria di San Cesario” si può gustare la cucina agropastorale delle popolazioni latine che fondarono Roma e che stazionarono nella Campagna Romana attraverso i secoli fino agli inizi del 1900. È una cucina di erbe selvatiche e funghi, di cereali impiegati nella preparazione di paste favolose, polenta e minestre; è una cucina tipica romana di pastori e quindi di abbacchi, capretti, ricotta e formaggio pecorino; è una cucina dove il maiale è preparato in mille modi. È inoltre, una cucina con una forte influenza ebraica (degli ebrei dell’antica comunità ebraica romana) come nel capretto brodettato, nella pasta e broccoli in brodo di arzilla, nel baccalà e nei carciofi alla giudìa. È infine la cucina del “quinto quarto”, esportata e fatta conoscere in ogni angolo del globo, tanto da meritare lo scorso 18 dicembre il titolo di “Ambasciatrice della Cucina Romana nel Mondo” conferito ad Anna Dente dall’Accademia Gioachino Belli e dal Comune di Roma nella prestigiosa sede del Campidoglio. Lei, la sora Anna, ringrazia e con l’umiltà di sempre, continua a cucinare con entusiasmo e passione il sapore del territorio labicano-prenestino e la cultura del cibo genuino. Orgogliosamente romano. Anche questa è antropologia dell’alimentazione, e storia della cucina.
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