Prodotti di qualità

Space Food Lab, comfort food nello spazio

Esiste uno Space Food Lab che mette a punto il cibo delle “grandi occasioni” scelto da ogni astronauta e consumato durante le missioni di lunga durata. Il concetto di comfort food applicato allo spazio.

Il cibo italiano non è solo conosciuto e diffuso a livello internazionale, ma addirittura è arrivato a viaggiare nello spazio, non sul Millennium Falcon o in qualche racconto fantascientifico di Asimov, ma nella realtà grazie ai progetti portati avanti da giovani ingegneri dell’azienda torinese Argotec.

Un’azienda che punta molto sulla ricerca, innovazione e sviluppo in diversi settori: ingegneria, informatica, integrazione di sistemi e "human space flights and operations" per conto dell'Agenzia Spaziale Europea. Oltre ad addestrare gli astronauti europei presso la European Astronaut Centre di Colonia, sono gli unici responsabili riconosciuti in Europa per il loro “bonus food”. Il cosiddetto Space Food Lab: si tratta di un laboratorio in cui viene creato il cibo delle “grandi occasioni” scelto da ogni astronauta e consumato durante le missioni di lunga durata (per esempio di 6 mesi) sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Argotec sviluppa dunque, all’interno del più ampio programma di training degli astronauti, una nuova area di ricerca per studiare il cibo da destinare agli astronauti in orbita, sia dal punto di vista nutrizionale che emozionale e gustativo. Uno studio che si estende anche alla metodologia di conservazione, dato che di congelatore non se ne parla lassù; gli alimenti verranno dunque stabilizzati a tal punto da poter rimanere per diversi mesi (dai 18 ai 24 mesi) a temperatura ambiente, senza alterarsi nelle loro proprietà nutrizionali, nell’aspetto e nel gusto seppur in totale assenza di conservanti. Sperimentano e mettono a punto piatti che aiutano a non far sentire il pianeta Terra così lontano, ricette della tradizione italiana, come lo sono le lasagne spaziali, sì proprio quelle di cui si è tanto parlato “in compagnia” di Davide Scabin.

Per Luca Parmitano hanno preparato le lasagne spaziali, il tiramisù (e molto altro). Adesso stanno lavorando sui piatti del tedesco Alexander Gerst e di Samantha Cristoforetti (l’astronauta milanese che a fine novembre partirà alla volta della Stazione spaziale internazionale): i prossimi a partire. I due chef delle prossime missioni sono Harald Wohlfahrt (dello Schwarzwaldstube a Baiersbronn nella Foresta Nera) e Stefano Polato (del ristorante Campiello a Monselice, Padova) che lavora con Argotec già dal 2012.

È un cibo di grande qualità, con alle spalle anni di studi, che rappresenta anche un importante supporto psicologico per i membri dell'equipaggio. La cucina è dunque vista come l’elemento che annulla le distanze spaziali e che coopera all’ottenimento del maggior comfort possibile, una volta lontani da casa, con la consumazione di alimenti che aiutano il cervello a farci sentire più sereni e appagati. Aspettiamo allora di conoscere i prossimi menu spaziali. Argotec, per esempio, sta lavorando per fare una sorpresa a Samantha e regalarle il piacere di un vero caffè italiano…


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