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Sagrantino di Montefalco

Vini italiani. In Umbria, a Montefalco, è stato pensato per la prima volta in Italia un possibile modello di classificazione del vino di Montefalco che, con alcuni adattamenti richiamerà quello che è stato adottato a Saint Emilion (Bordeaux) a metà Novecento. Il convegno, organizzato a Montefalco lo scorso giovedì, rappresenta l’avvio ufficiale di questa sperimentazione, la cui conclusione è prevista per l’autunno del 2010. È probabile che la gerarchia prenda in considerazione i vini (non i 600 ettari coltivati a vigna) valutati secondo un criterio di qualità, fama e prezzo. Meno peso sarà dato ai requisiti aziendali, e ancora meno alla giacitura delle singole vigne che non sarebbero dunque classificate. Un’occasione che se ben sfruttata fungerebbe da confronto e stimolo per i produttori, donerebbe maggiore visibilità e identità alla zona, valorizzerebbe in modo sostanziale le singole identità territoriali. Il Sagrantino di Montefalco, il Rosso di Montefalco e tutte le classificazioni IGT che gravitano in quel mondo avrebbero una razionalità applicata al mercato. Senza trascurare i vantaggi dei ristoranti di Montefalco che potrebbero in qualche modo partecipare alla promozione dei vini della zona. Creare un gruppo vincente e logicamente costruito ha dato sempre dei grandi benefici. Soprattutto in Italia.
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