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Ristoranti a Milano: l’Attico Gourmet di Matteo Torretta

Tra i ristoranti a Milano spicca il progetto regale di Matteo Torretta e Alberto Tasinato: ristorante Al V Piano “Attico Gourmet” al Grand Hotel Visconti Palace
Questa volta sono fortunato: Matteo Torretta “il King” è tornato alla ribalta col suo nuovo ristorante Al V Piano “Attico Gourmet” al Grand Hotel Visconti Palace, e mi posso presentare tranquillo al cospetto della sua alta cucina creativa sia con concubina che con figlio scatenato di 6 mesi. Che goduria infatti avere un ristorante di tale immensità organolettica a due passi dalla mia casa milanese! Ma bando agli affari miei, veniamo a Matteo Torretta. Bistrattato dai giornalisti enogastronomici per i suoi tatuaggi, per le sue sbronze ubique e oblique, al suo atteggiamento spavaldo e da pavone di Rho, questo ragazzaccio trentenne ha lavorato con Gualtiero Marchesi, Carlo Cracco, Antonino Cannavacciuolo e Martìn Berasategui. Nelle movenze è un caterpillar, ma sempre sorridente e col calice di bollicine in mano. In cucina è assistito dal timido e bravissimo Federico Comi. È proprio questo il punto: Matteo Torretta è un carro armato che spara fior fiori di cucina creativa, buona e ammaliante. Alla faccia di chi si sofferma solo sul suo comportamento e sull’indole da guerrigliero di Manhattan! A far da contraltare “elegante, posato e discreto” v’è Alberto Tasinato, maître sommelier dell’Attico Gourmet. Grazie a lui ho assaggiato bottiglie degne di un re buongustaio. Ma procediamo con ordine, nonostante il protagonista della cucina ami frantumare l’ordine in creative e istintive performance culinarie… Inizio con un bel bicchiere di Baracchi (spumante Sangiovese in purezza dalla Toscana). E quindi giunge una finta ostrica dorata: Scampo marinato al wasabi in foglia d’oro. Re Mida sarebbe geloso, rosica il re che tutto tocca e trasforma in oro, sentito Matteo? Goduria ittica da antica Roma… Poi il Finto risotto di finocchi al sentore di sambuca mi ha davvero emozionato: è un’illusione caprina di un finto risotto, ricreato nei chicchi da finocchi sbiancati a pezzettini, quindi mantecatura di formaggio forte di capra e un’aria alla sambuca. Ad accompagnare si presenta una birra artigianale “from Varese with love”, la chiara e limpida Vis, una vera birra da hotel. Iniziamo con l’arte, ecco la Capasanta in “nero”: capesante marinate al nero di seppia, crema di melanzane bruciate e quenelle di patate al nero di seppia. La sensazione è quella di un teatro al buio, prima dell’entrata degli attori: poi esplodono i sentori dolci, affumicati, pesciosi, madidi di eleganza tetra e dark. Questo è un piatto elegantemente neodark!! Assaporando un bicchiere di Casavyc Sauvignon Piano Piano Poco Poco 2011 (vino toscano che sembra friulano), ingurgito con avidità pantagruelica i Maccheroni di Gragnano, brodo di prezzemolo, fasolari marinati al lime. Scusate la volgarità: un orgasmo di Poseidone nella mia bocca!!. Scusate la volgarità ma ho perso il nume della ragione. Sempre navigando in questo dolce mare del Visconti Palace, assaggio l’Astice, radice di prezzemolo e mandarino. Mi accorgo (anzi si accorge la mia concubina allattante e più sveglia di me) che ci sono tutti i sapori primari e nessuno prevale: dolce, amaro, salato, acido e l’umami in fondo come ciliegina sulla torta d’astice. Degusto un Vermentino Nero (come se fosse facile trovarne in giro..) e un Manzo spagnolo in sottobosco. Mi sento un gaucho che cavalca nella pampa argentina, sebbene la vacca sia di proprietà del re Juan Carlos I di Spagna, ovvero quel regnante che è solito essere il compare di Matteo “il King” Torretta durante le sbronze di sangria durante le cene regali delle casate europee. Alberto Tasinato è stato sempre al mio fianco, come un fedele scudiero gourmet: ha scelto di accompagnare Torretta in questa avventura dopo aver imperato al Trussardi alla Scala con Andrea Berton. Portandosi dietro un tavolino con rotelle, il maître sommelier dell’Attico Gourmet mi spara davanti agli occhi un Cocchi Vermouth eccezionale, all’antica maniera dell’Americano con fetta d’arancia, zest di lime e foglie di menta e ghiaccio. Meraviglioso cocktail per accompagnare il “Mojito al piatto” di Matteo Torretta. Giornalisti italiani di cibo e vino, lo chef tutto tatuato di Rho vi aspetta al Grand Hotel Visconti Palace per confutare ogni malelingua nei suoi confronti! E poi attenzione: è veramente grosso e potrebbe farvi davvero male. In meravigliosa antitesi con la sua delicatissima cucina.

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