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Massimo Bottura diventa socio Fic

Ieri, al ristorante Nonno Rossi di Bologna, il tristellato Massimo Bottura ha ricevuto ufficialmente la tessera della Federazione italiana cuochi dal presidente nazionale Rocco Pozzulo, che ha commentato: «L’ingresso di Bottura nella nostra Federazione non può che essere un importante valore aggiunto».
La Federazione Italiana Cuochi (FIC) ha un nuovo associato ed il numero uno della cucina mondiale: Massimo Bottura.

«Per la nostra Federazione è motivo di grande soddisfazione poter avere il meglio della cucina internazionale tra i nostri associati - ha spiegato Pozzulo - perché conferma che siamo sulla buona strada. Abbiamo tanti cuochi importanti tra le nostre fila, molti dei quali stellati e l’ingresso di Bottura non può che essere un importante valore aggiunto».

La soddisfazione è anche quella di Bottura: «Ha accettato la nostra proposta senza pensarci due volte - ha aggiunto Pozzulo - a testimonianza del fatto che è una persona molto alla mano e umile. Avere Bottura tra i soci è ulteriormente importante per noi perché ci consente di avere tra i tesserati sia i cuochi meno conosciuti che lavorano bene e con grande impegno ma lontano dai riflettori, sia cuochi del calibro di Bottura, che in questo momento rappresenta il top della cucina nel mondo».

La scelta del luogo dell’incontro l’ha fatta Bottura, ma pensando prima di tutto ad un luogo “a metà strada” per agevolare tutti coloro che parteciperanno all’incontro che provengono da diverse regioni d’Italia.

Massimo Bottura
è riuscito a dimostrare questo già nel corso della consegna della tessera mostrandosi in tutta la sua umiltà, il suo entusiasmo e la sua voglia di condividere e diffondere le sue conoscenze relative alla cucina. «Ricevere una sorta di riconoscimento da parte dei propri colleghi è la cosa più difficile, bella e importante - ha detto - vale per un cuoco, ma vale in tutti i settori credo. Io poi ho un profondo rispetto per il nostro mestiere perché so che per svolgerlo ci vuole un pizzico di talento, ma soprattutto un duro lavoro quotidiano. È per questo che io parlo volentieri e tutte le volte che me lo chiedono con tutti, soprattutto con quei giovani che dicono di vedermi come un punto di riferimento».
Il nuovo socio Fic si è ulteriormente addentrato nel senso più profondo del mestiere di cuoco: «Chi fa il cuoco - ha detto - è perché ha fortemente voluto fare il cuoco e, probabilmente, come me ama più donare qualcosa agli altri piuttosto che riceverla. L’essenza del nostro mestiere è quella di trasmettere gioia, ma prima di dare bisogna essere consapevoli di sé stessi e di ciò che si può e si deve fare. Il senso di un cuoco si fonda su tre pilastri: cultura, coscienza e conoscenza».

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