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La tendenza: viticoltura in pendenza

Accordo tra CERVIM e Preparatori di uve al terzo Congresso Internazionale sulla viticoltura di montagna, e in forte pendenza.
Nell’attuale quadro complessivo dei fenomeni legati ai processi di globalizzazione le culture rappresentative delle identità regionali stanno riemergendo come elementi oppositori ai processi globalizzanti attualmente in atto. Sviluppare la viticoltura enologica di montagna e comunicare il suo contributo all’accrescimento della qualità del vino italiano (basti pensare all’apporto qualitativo, negli ultimi anni, dei vini dell’Etna) è uno degli obiettivi espressi al terzo Congresso Internazionale sulla viticoltura di montagna, e in forte pendenza. A maggio, nel corso dello svolgimento del Congresso è stato firmato tra il CERVIM (Centro di ricerche, studi e valorizzazione per la viticoltura montana) e la scuola “Preparatori di uve” un accordo finalizzato al monitoraggio dell’applicazione del metodo della potatura soft su varietà autoctone o su sistemi di coltivazione caratteristici delle zone prese in considerazione. La principale svolta positiva di questo accordo, per la “Preparatori di uve”, è la possibilità di estendere la collaborazione con enti di ricerca e di poter dare una rilevanza scientifica al loro metodo. Inoltre è motivo di orgoglio per la scuola poter lavorare in zone dove la viticoltura ancora mantiene molte delle sue caratteristiche originarie, applicando alle moderne tecniche di coltivazione sistemi di potatura diffusi in passato. Dall’altra parte la collaborazione non fa altro che rafforzare il ruolo del CERVIM nella ricerca della valorizzazione e della salvaguardia della viticoltura di montagna e in forte pendenza: ciò permette di rafforzare anche l’attività di ricerca attraverso un’applicazione pratica volta direttamente ai produttori.
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