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La festa della nocciola 2013 di Damiano Nigro

Anche quest'anno si è svolta “La Nocciola in Tavola”, ovvero la festa gourmet dello chef Damiano Nigro al Villa d'Amelia di Benevello nelle Langhe. Grandi chef e nocciole!

Le Langhe non sentono la crisi, neanche un po’. I maligni dicono che ciò è dovuto solo ai rubli platinati dei Russi, ai fumosi dollari americani o agli accattivanti yen dei Cinesi, ma io aggiungo: “e perché i Russi, gli Americani e i Cinesi sono nelle Langhe a spendere valuta corrente e non in altri nascosti meandri dell’Italia da masticare?”. Ecco, il punto risiede proprio in questo: i turisti che possono permettersi il meglio, vanno dove c’è effettivamente il meglio. E le Langhe sprizzano il meglio da ogni poro sia nell’organizzazione, nell’ospitalità, nella qualità sempre impeccabile, nonostante in autunno ci sia un tempo da lupi. E in questo seducente contesto Villa d’Amelia a Benevello (CN), piccola frazione nell’universo tartufato e nocciolato a 14 km dalla mitologica Alba, ne è un gentile esempio: un relais bello e rilassante, in autunno tra la nebbia e in estate con il sole arrogante, s’erge sulla collinetta, davanti a un paesaggio che farebbe ringalluzzire il cuore anche al viticultore più meschino. Villa d’Amelia è lusso nella natura langarola, vizio delle spa e godimento assoluto nella cucina dello chef pugliese Damiano Nigro.

 

Ecco, volevo proprio parlare di quest’uomo speciale, che ancora adolescente scappa dalla sua Brindisi apulica per iniziare la sua carriera da imberbe lavapiatti e, passo dopo passo, lavastoviglie dopo lavastoviglie, lavora in molte cucine importanti d’Italia e d’Europa, per raggiungere infine la stella Michelin proprio al Villa d’Amelia di Benevello. Una storia d’altri tempi che può incoraggiare la carriera di molti giovani cuochi del Sud, altro che veline e calciatori! Anche la Confraternita della Nocciola ha deciso di nominarlo "membro onorario"...

 

Ebbene, il gentile cuoco gourmet Damiano Nigro, insieme alla moglie Elena Boffa in sala, non solo lavora tutti i giorni per elevare al massimo il livello del ristorante, ma gli è venuto in mente anche di creare un evento d’altissimo profilo: “La Nocciola in Tavola”, ovvero la prima festa gourmet in cui la tonda gentile trilobata delle Langhe spicca come protagonista assoluta tra i piatti.

 

Siamo abituati alle panciute sagre di paese, alla celebrazione della raccolta con contadini e coltivatori, oppure alle normali declinazioni dolciarie dei piccoli paesi, ma mai come alla festa di Damiano Nigro la nocciola spicca in tutto il suo splendore: dieci cuochi da urlo che interpretano l’argomento “nocciola” attraverso dieci piatti d’autore, non serviti al pubblico “placè”, ovvero seduti come in una classica atmosfera infighettata e interminabile, ma in forma di degustazione a buffet in dieci diverse postazioni con gli stessi chef a servire. Geniale, informale chic e gustoso.

 

Damiano Nigro è riuscito infatti a coinvolgere molte stelle del firmamento italiano e soprattutto internazionale: lo svedese Michael Goran Amnegård del ristorante Kung Blacke a Flen (Svezia), lo spagnolo 3 stelle Michelin Martín Berasategui, Paolo Casagrande del Ristorante Lasarte a Barcelona, e poi Daniel Canzian di Milano, il pasticciere Gianluca Fassina, Stefano Mazzone del Grand Hotel Quisisana a Capri, l’italo-francese Laurent Paccini del Villa Fiordaliso a Gardone Riviera, Andrea Ribaldone del Relais Rocca Civalieri di Quattordio (AL), Enrico Fiorentini del ristorante Il Canneto dello Sheraton Milan Malpensa e Mariuccia Roggero del Ristorante San Marco a Canelli (AT). Piemonte, Francia e Svezia, Spagna, Capri, Milano e tradizione piemontese, tutti uniti in quest’orgia di nocciole d’essai, in piatti da ribaltamento langarolo di tutto rispetto. Complimenti davvero!

 

Mi ricordo ad esempio il pornografico Controfiletto di Vicciola (bovino cresciuto e pasciuto con nocciole delle Langhe) con maionese alla nocciola e laccatura al miele, olio di nocciola e mandarino del padrone di casa Damiano Nigro. La Zuppetta di granchi e nocciole Piemonte di Andrea Ribaldone mi ha fatto rivivere istanti da folletto godurioso, tra terra e mare fantasiosi. Paolo Casagrande e Martín Berasategui hanno imbicchierato Lumache di terra stufate alla nocciola, aglio nero e crema di jalapeño e hanno dimostrato che 5 stelle Michelin in due hanno effettivamente un valore pesante, anche attraverso un solo unico piattino. Il Peperone abbottonato di Stefano Mazzone del Grand Hotel Quisisana è un capolavoro di tecnica, tradizione e voluttà immediata. Il Raviolone all’uovo ripieno di foie gras e nocciola con salsa leggera al Parmigiano Reggiano dello chef svenska Michael Goran Amnegård mi ha fatto stare molto bene col corpo (ma non con la mente perché odio il foie gras, ma questi sono affari miei). L'inconsueto dessert di Enrico Fiorentini:  Macaron dolce & salato alle nocciole, tartare di storione lombardo profumato alle clementine e polvere di capperi, cioccolato e olandese montata all'olio di nocciole e distillato d'uva al sentor d'agrumi. Godimento nocciolato all'ennesima potenza!

 

Damiano Nigro non si è appoggiato a grandissimi sponsor né a istituzioni politiche, ha fatto tutto da solo contando sul valore dell’amicizia coi singoli chef ospiti. Come al solito in Italia se non è il privato cuoco a smuovere le acque non ci pensa nessuno (vedi Gennaro Esposito per Festa a Vico o Peppe Zullo in Puglia). Perché le istituzioni non promuovono eventi così importanti per la crescita di un territorio? Perché sono solo i singoli cuochi – con l’aiuto magari di qualche piccola azienda – ad amare il Paese gastronomico in cui viviamo? E poi ci chiediamo perché Russi, Americani e Cinesi non ci invadano in massa per divorare la nostra insuperabile cucina. Se ci fossero centinaia di Damiano Nigro a quest’ora saremo subissati di prenotazioni, in tutta Italia. Il prossimo passo sarà quello di interpretare la nocciola in un evento più aperto al pubblico? Magari una festa gourmet delle nocciole, con i migliori cuochi delle Langhe? Speriamo, io intanto sono in prima fila, come un bambino davanti allo schermo di Peppa Pig.

 

Damiano Nigro ha fatto tutto per bene, e le Langhe ringraziano.


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