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Il Barolo Chinato

Ottenuto dal vino Barolo, con un sapore amarognolo e speziato, è alquanto raro da trovare: stiamo parlando del Barolo Chinato.
Ottenuto dal vino Barolo, con un sapore amarognolo e speziato, è alquanto raro da trovare: stiamo parlando del Barolo Chinato. Vino aromatizzato con una gradazione alcolica compresa tra i 16 e i 17 gradi, viene utilizzato come “vino da meditazione”, digestivo e caldo come il gløgg danese. Si produce aggiungendo al Barolo DOCG zucchero e alcol in cui siano state precedentemente poste a macerare alcune spezie particolari, tra cui la corteccia di china calissaia (un albero che cresce sulle Ande di Bolivia e Perù), il rabarbaro e la radice di genziana. Nasce ovviamente nella zona di produzione del Barolo, ossia a Serralunga d’Alba in Piemonte, alla fine dell'800, forse per opera del farmacista Giuseppe Cappellano oppure grazie a Giulio Cocchi di Asti nel 1891. Il mistero non è ancora stato svelato, tuttavia alcune leggende parlano di Giulio Cocchi, inventore di una ricetta originale e protagonista della diffusione del Barolo Chinato iniziandone la produzione in Asti nel 1891. Altre indicazioni più attendibili raccontano invece che la ricetta fu messa a punto alla fine del 1800 nelle farmacie Cappellano di Serralunga e Zabaldano di Monforte d’Alba per rendere più gradevole l’assunzione di chinino, necessaria a combattere la malaria. Di lì a poco il prodotto, nato come essenza medicamentosa, cominciò a essere apprezzato nei bar e nelle vermoutherie di tutto il Nord Italia. Come degustarlo Bevuto come un vin brulé, caldo e corroborante, si sono lodate le sue capacità antipiretiche e digestive.
Ma la sua forza sta nel degustarlo a temperatura ambiente o leggermente freddo. Le suggestioni scatenate? L'equilibrio e l'armonia del profumo, l'immediata gradevolezza del gusto e la persistenza delle sensazioni organolettiche. Questo prodotto è ottenuto dall’infusione di ventuno erbe scelte e opportunamente dosate che danno origine a un vino raro e di grande pregio. Il Barolo Chinato infatti viene realizzato solo da 35 produttori in Italia, ed è incredibile quanto ciascuno sia differente dall’altro. Questa alcolica prelibatezza è insomma un vero capolavoro del Piemonte!
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