Appuntamenti

I "protagonisti" di Orticola: i vivaisti e le piante

Orticola ospita per la sua XXIIma edizione alcuni vivaisti impegnati nella cura e conservazione di ortaggi e piante da frutto.
Alcuni partecipano per la prima volta come Guido Agnelli, con una collezione di piante da frutto tropicali quasi introvabili in Europa come Theobroma cacao (il cacao) e Inga edulis (guaba), quest’ultima portatrice di un frutto con caratteristiche curative per l’artrite e i reumatismi.

Tra i giovani che già hanno partecipato alla Mostra, i ragazzi di Res Naturae con la collezione di rabarbari, o ancora Piante Innovative con piante stranissime e dalle mille proprietà, come la pianta dei pappagalli così chiamata perché i suoi frutti ricordano dei pappagallini, e quelli molto maturi sono utilizzati nei giubbotti di salvataggio e per assorbire l’olio dal mare e ancora altre bizzarrie, quale la "pianta cerotto” , una Kalanchoe che si mangia, usata in America Latina, Asia e Africa per curare moltissimi disturbi o la Monarda didyma comunemente detta thè Oswego o menta bergamotto, pianta sacra degli Indiani d'America, e usata dalla tribù Oswego per la preparazione di un tè.

Come Dennis Barroero di Dennis Botanic Collection con un'innumerevole quantità di frutti rari e inconsueti da tutte le regioni del mondo, come la mora di Gelso cinese, il babaco, la pitanga, che continua una tradizione familiare più che centenaria nella produzione di piante da frutto. Con il suo lavoro vuole non perdere il capitale di variabilità genetica che è data dal patrimonio frutticolo italiano, per cui oltre alle varietà della tradizione romagnola, sua zona d’origine, cerca, conserva e produce nel vivaio oltre 500 varietà locali di molte regioni italiane. Una pianta rivitalizzata da Barroero è il melograno, un grosso arbusto che nei climi caldi può raggiungere le dimensioni di un piccolo albero di 4 m. In Italia esistono tantissime varietà locali di melograno, la più famosa è la dente di cavallo, che è una popolazione di melograni con diverse varianti del centro-sud Italia, alcune hanno la buccia (chiamata coccio) più duro oppure più facile da aprire e quindi chiamata a coccio tenero.
In Romagna dove il melograno si metteva a dimora a ridosso delle case degli agricoltori esposto a sud per resistere meglio all'inverno si possono trovare: la grossa del convento, la rossa di Bertinoro, la verde di Russi, la grossa di Faenza, la viola di Casola Valsenio tutti nomi che fanno riferimento al colore della buccia o alle dimensioni del frutto.

Ancora presenti in mostra i variopinti e particolari agrumi di Lenzi e i frutti antichi di Maioli, una collezione iniziata nel 1928 e arrivata fino ai nostri giorni; inevitabile attenzione creano anche a Le Aromatiche di Bolsena, vivaio ubicato a cavallo tra Umbria e Toscana che presenta collezioni importanti di salvia, rosmarino, timo, origami, basilica e menta.

Ma queste meraviglie le troviamo, sempre per merito di Orticola, anche fuori i cancelli di Orticola, negli Orti Fioriti di CityLife che, grazie al grande successo ottenuto, grazie al grande successo raddoppiano il oro spazio e si arricchiscono con il giardino degli aromi, tra salvie, timi e santoreggie, il giardino delle erbe, riscoprendo quelle eduli e spontanee, il giardino delle infinite-mente, dove inebriarsi, il giardino dei nani-fruttiferi, per chi ama i pomi... grandi e piccini, la pergola delle zucche, un tunnel verde di lanterne colorate.
Il progetto architettonico è opera di Filippo Pizzoni, architetto paesaggista e vide presidente di Orticola di Lombardia con l'aiuto e le piante di Susanna Magistretti di Cascina Bollate.

L'appuntamento per vedere tutte queste specie dal vivo e farsi raccontare le caratteristiche tecniche e curiosità dai diretti interessati è dal 5 al 7 maggio presso i Giardini Pubblici Indro Montanelli a Milano.
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