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I “nuovi” migliori ristoranti di Roma

Ristoranti di Roma, i ristoranti di pesce di Roma, i ristoranti di Roma centro, i ristoranti particolari di roma,, i ristoranti a Trastevere Roma. Insomma, una mini guida ai migliori ristoranti di Roma secondo il nostro grande collaboratore Luigi Cremona.
Secondo la Guida Michelin tra Roma e Milano è quasi un pareggio: 12 stelle contro 11! E anche da un punto di vista di ristoranti emergenti è una bella sfida. Giovani talenti ce ne sono in ambedue le città, con tanta voglia di crescere e fare. Ecco i nuovi e giovani migliori ristoranti di Roma secondo Luigi Cremona.

Vicinissimo a Campo de’ Fiori c’è il primo ristorante, “Il San Lorenzo” (www.ilsanlorenzo.it), una delle nuove realtà sicuramente di spicco, il cui titolare è Enrico Pierri. La sera, se non si prenota, bisogna accontentarsi di uno stuzzichino preso all’elegante e fornitissimo bancone del pescato. Cucina di pesce autentico ponzese che arriva ogni giorno quando il mare lo permette. Crudi sfiziosi, un fritto delizioso, bruschette con i ricci di mare di gran sapore, e cucina che cerca il consenso rispettando la materia prima e non stravolgendola. Dessert migliorabili e cantina ragguardevole.

Di la dal fiume è subito Trastevere e qui troviamo “A’ Ciaramira” (www.aciaramira.it). Mario Bruno chef e patron è grande e grosso, ma rivela mano leggera e felice. Oltre al solito crudo ecco le tagliatelle di kamut ai ricci di mare, la pasta a’ ciaramira con melanzane e ricotta salata, le linguine di farro con alici e pecorino,e, novità dell’anno, una serie di piatti vegetariani sempre più graditi dalla clientela consolidata di habitus, come le ottime tagliatelle con crema di zucchine, salsa di panzanella e cipollotti crudi.

Tra il Colosseo e San Giovanni troviamo “Alchemilla” (www.alchemillaristorante.com) una nuova tipologia di ristorante: piccolo semplice, menù della sera obbligato, si inizia tutti alle 21 per finire circa due ore dopo ad un prezzo concordato e conveniente. Una serie di piccolo assaggi non banali, alcuni decisamente interessanti. Certo non a tutti la formula è gradita, ma in un panorama così vasto come quello della ristorazione capitolina, un locale così mancava. Complimenti allo chef Francesco Magiar Lucidi.

Via Veneto è un classico ormai anche da un punto di vista di ristorazione. Ci sono tra i migliori ristoranti d’albergo della Capitale e non poteva mancare anche qui una novità: Danilo Ciavattini, meno di trentanni e ora alle prese con un progetto ambizioso: la ristorazione di un albergo di lusso, il Palace Hotel. Il ristorante gourmet, “La Spiga” sarà il banco di prova delle sue ambizioni. È partito da poco, ma già ci offre una cucina di chiaro impegno: maialino in tempura con gelato di acciuga o vermicelli bucati con pane, burro e alici.

Il ristorante “Settembrini” (www.ristorantesettembrini.it) è nel quartiere Prati, vicino a piazza Mazzini. Ambiente pulito ed essenziale, cantina superba, come superba è anche l’offerta di vini a bicchiere. Un menu che cambia di peso lungo la giornata, veloce e light (sia di contenuti che di prezzo) a mezzogiorno, più impegnativo e curato la sera. Lo chef Luigi Nastri è giovane e preparato, con una cucina moderna e di ottima fattura: zucca zafferano arancia e ricotta, ravioli di genovese con pecorino, cioccolato lamponi liquirizia e birra.

“Metodo Classico” (tel. 063244262) è una delle ultime novità a Roma. In via Guglielmo Calderini 62/64, proprio dietro al Maxxi il bellissimo nuovo museo di arte moderna, in una zona che quindi conoscerà forte sviluppo e rivalutazione (poco distante è anche l’Auditorium). In sala è Samba Gaetani Lovatelli d’Aragona, una famiglia dal pedigree consolidato nel settore, e ai fornelli Marco Salis, giovane e capace. La sequenza di antipastini crudi cotti e più o meno manierati è gradevole, il resto di buona fattura in un ambiente che si fa apprezzare per l’ informalità e per la buona clientela.

Il ristorante ”All’Oro” (www.ristorantealloro.it) per la maggior parte degli esperti sarà la prossima stella Michelin di Roma. Un locale piccolissimo dei Parioli, che riesce a conservare un suo stile nonostante le ridotte dimensioni anche dei tavoli. Un menu ben proporzionato propone il celebre “rocher” di coda alla vaccinara, accanto ai nuovi raviolini di mascarpone con anatra e vino rosso, e agli gnocchi ripieni di burro e acciughe. Riccardo di Giacinto, alto e prestante, è lo chef aiutato in sala dalla dolce compagna Ramona.

Atlas Coelestis (www.birrificioatlas.it) è il più lontano dal centro in questo nostro giro. Nascosto nella periferia di Roma, un po’ camuffato in un enorme contenitore che offre in unica grande sala più soluzioni. C’è la pizza (famosa e buonissima, e anche cara, 20 euro!). c’è la birreria artigianale che spilla a volontà ale e lager, c’è un angolo con libri e oggetti, e infine i tavoli per la cena regolare. In un ambiente simile ci si attende rispetto degli ottimi ingredienti che la carta delle vivande scrupolosamente elenca. Ma qui c’è qualcosa di più, merito di questi due cugini grandi e grossi, Cristiano e Riccardo Iacobelli, che sfoggiano prestanza e carattere anche in cucina. Sotto al soffitto che ricorda la volta del cielo, il tavolo si illumina con una carbonara da prendere come esempio del genere, con il budino di broccolo romano, la sua spuma e gamberi rossi cotti e aromatizzati al vapore. Convince anche un piatto difficile come il petto di pernice rossa cacciata farcito di ricotta e foie gras, le sue cosce confit, crema di zucca e amaretti, salsa al Montepulciano d’Abruzzo e piccola polenta.

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