I grandi chef Italiani che hanno conquistato l'Asia

Tre avventure culinarie in Asia, tre cuochi italiani che sbandierano la nostra cucina nel continente più goloso del pianeta, tre visioni differenti di uno stesso orgoglio tutto italico.
Situato al  primo piano del palazzo Fenwick Pier, nel quartiere di Wanchai, il ristorante Giando è uno dei locali più trendy di Honk Kong e dal settembre 2012 il quartier  generale dello chef Giandomenico Caprioli. Dopo aver lavorato in Italia con Gianfranco Vissani e per la famiglia Agnelli, nel Regno Unito, Stati Uniti, Giappone è nella metropoli cinese che ha deciso di vivere il suo sogno d’ambasciatore della cultura gastronomica italiana. «È eccitante. È il sogno di ogni chef di possedere e seguire il proprio ristorante. Ero alla ricerca di un mio spazio. L’occasione di lavorare con questa vista è rara, così quando l’occasione si è presentata, ho subito accettato questa nuova sfida». Elegante ma semplice il ristorante, infatti, gode di una vista mozzafiato su uno degli skyline più belli del mondo. Al centro di tutto c’è il cibo, gli ingredienti DOP che lo chef Giandomenico importa quotidianamente dall’Italia per garantire piatti autentici e originali. Nel corso degli ultimi mesi, Caprioli ha conquistato ulteriormente  la fiducia e l'attenzione della clientela asiatica anche attraverso il suo nuovo negozio di prodotti italiani “Al Mercato ”, situato sotto il ristorante. L’ultima sfida che lo vede coinvolto è però “Eat It”, il locale appena aperto a Causeway Bay, uno dei principali quartieri commerciali di Hong Kong: in parte mercato e in parte trattoria,  il nuovo ristorante è diviso in varie isole dove è possibile degustare semplici ma buonissimi piatti italiani. Un ambiente moderno e formale per le pause pranzo e per bere un ottimo caffè italiano.

Pochi posti al mondo possono eguagliare la vivace energia di Hong Kong, conosciuta in tutto il mondo come la Città della Vita. Lo spirito multidimensionale imperversa in ogni angolo del Ritz-Carlton, l’hotel più alto della metropoli cinese. Situato ai piani dal 102 al 118, all’interno dell’International Commerce Centre, dispone di 312 camere con vista spettacolare sulla città e di sei ristoranti tra cui il ristorante italiano Tosca, regno dello executive chef Pino Lavarra. Soffitti alti, fontane e maestosi lampadari fanno da cornice alle opere gastronomiche  dell’executive chef pugliese. Qui i suoi ospiti possono rivivere la passione e l’incanto italiano, grazie a un menu a base d’ingredienti tradizionali, rivisitati in chiave contemporanea, che ben riflettono la sua passione e creatività. «Porto la mia esperienza e grande passione per la cucina che si riflette in ogni piatto presentando così ai miei ospiti la gastronomia dell’Italia del Sud, che in molti all’estero ancora non conoscono». Pugliese di Putignano infatti, il suo amore per la cucina germoglia fin dall’infanzia grazie agli insegnamenti della madre, una cucina semplice, ma impregnata di una grande passione che lo porta a lasciare l’Italia negli per esplorare nuove culture e tipi di cucina: negli anni 80-90 si alterna infatti tra le cucine dello Stafford Hotel e quelle del  Ristorante The Dining Room  del Four Season in Inghilterra . Il nuovo millennio segna l’inizio della collaborazione con il Ristorante Rossellinis dell’Hotel Palazzo Sasso, che lo porta a vincere il premio di ‘One of the Best Chefs in the World’ dall’American Academy of Hospitality Sciences e di ottenere in soli due anni due stelle Michelin. Nel 2013 lo chef accetta la sfida, vincendola, più grande della sua vita: conquistare con la sua cucina mediterranea la clientela internazionale del Ritz-Carlton di Hong Kong. Qui Pino in solo 6 mesi incanta la clientela con i suoi piatti la clientela internazionale di Tosca e riceve anche qui la stella Michelin. Lavarra e il suo team non si fermano e promettono altri fuochi d’artificio e nuovi colpi di scena gastronomici.

Per oltre 135 anni reali e viaggiatori hanno seguito le acque del Chao Phrya fin nel cuore della città per arrivare alle porte dell’albergo più prestigioso di Bangkok: il Mandarin Oriental. Qui tra lussureggianti giardini tropicali nasce il ristorante Ciao. Il ristorante offre alla sua clientela internazionale tre tipi di ristorazione: un menu a la carte, Spuntino, con una bella selezione di tapas italiani da gustare con una vasta gamma di vini pregiati e cocktail, e “il tavolo dello chef”, con un menu cucinato e servito a un massimo di otto persone direttamente dallo chef Luca Casini. Toscano e classe ‘83, dopo aver lavorato in Europa e Asia (a Londra, a Cipro come sous chef di Sebastien Cassagnol e Matthias Mittnacht all’Almyra Hotel in India), ha studiato un menu con l’executive chef Norbert Kostner, che ha saputo conquistare la critica internazionale e la clientela di uno dei più lussuosi  alberghi del mondo, attraverso nuove interpretazioni di piatti classici come crostini con bresaola, garganelli, ‘nduja, calamari e gamberi, ossobuco alla milanese con risotto allo zafferano…
«Stiamo posizionando Ciao come la location ideale per una serata rilassante in cui le persone possano cenare o rilassarsi con tapas di qualità e drink, in un bellissimo ma informale contesto accanto al fiume» racconta Ittipol Witjitsomboon, food and beverage director. Al ristorante, infatti, vengono utilizzati solo i migliori ingredienti: dalla carne di alta qualità importata direttamente dall’Italia alla erbe raccolte a mano e verdura dalle aziende biologiche del “Royal Project” in Thailandia.

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Tratto da "L'Asia dei grandi chef italiani" di Fiorella Baserga - ItaliaSquisita #21
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