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I giovani chef emergenti della Campania

Tra i ristoranti in Campania ci sono quattro giovani chef emergenti che è doveroso conoscere: Roberto Allocca, Ciro Simeoli, Mario Cinque, Giuseppe Ruotolo.
Ristoranti in Campania? Oltre ai grandi ristoranti che ormai citiamo e citiamo ormai da tempo su ItaliaSquisita, ci sono nuovi giovani chef emergenti che stanno stupendo le gole dei gourmet. Quattro chuochini in erba ma già con le idee chiare e gustose, indirizzate verso l’esaltazione del territorio campano e le sue delizie enogastronomiche. Chi sono e cosa combinano? Lo abbiamo chiesto al giornalista enogastronomico Luigi Cremona, ormai esperto indiscusso nel trovare i nuovi astri nascenti della primavera gastronomica del Belpaese. Lo scrittore romano infatti, attraverso il suo concorso “Chef Emergente” (www.migliorchefemergente.it), sta girando l’Italia e incontra personalità moderne, piene di talento, che hanno voglia di comunicare una cucina diversa. Ecco allora Roberto Allocca, Ciro Simeoli, Mario Cinque e Giuseppe Ruotolo, i nuovi chef emergenti tra i ristoranti in Campania!     Caparbio e tenace, come il padre da cui prende esempio, Roberto Allocca è molto motivato a diventare un grande chef, sogno che aveva già da piccolo e coronato dopo il diploma alla Scuola Alberghiera, dove la sua passione aumenta. Nel 2001 è stato chef presso il ristorante dell’“Hotel Eden”, a Roma, dove conosce un altro chef, di fama, Enrico Derflinger, da cui ha imparato soprattutto a migliorare la tecnica e il gusto, per poi approdare nel 2005 al “Marennà”. La cosa che ritiene più importante è il rispetto della materia prima. Utilizza tutti i prodotti che hanno una storia, una tradizione, come la pasta di Gragnano, la mozzarella di Bufala ed il pomodoro di San Marzano. La cucina che propone è tradizionale, anche se cerca di creare ricette eleganti e gentili nei sapori, come nei piatti che ha presentato per il Premio e per esempio nel Sandwich di sgombro affumicato al tè nero, profumo di limone e latte di mozzarella di bufala. www.feudi.it/marenna/     Il napoletano ventisettenne Ciro Simeoli già da adolescente aveva capito subito quale sarebbe stata la sua vita: la cucina. A soli ventiquattro anni diventa Executive Chef presso il ristorante dell’ “Acquapetra Resort” & Spa“, a Telese Terme (BN), a cui dedica corpo ed anima, migliorando ogni giorno la sua tecnica e affinando il suo talento. Dopo il diploma all’Istituto Alberghiero, si fa notare per il sue qualità gastronomiche, iniziando subito a lavorare nelle cucine di grandi hotel sia sulla Costiera Amalfitana, al ristorante di Faro di Capo D’Orso, sia sull’isola di Capri, al ristorante del Quisisana. Aperto alla ricerca creativa, senza troppi eccessi, sostiene l’importanza di un dialogo continuo con la tradizione, soprattutto la valorizzazione della materia prima del territorio, come nella Minestra maritata e negli Asparagi con finto uovo, Paste e Patane gratinate con provola e Pane e Peperoncini. http://www.aquapetra.com/hotel-lusso-campania-ristorante.html     E c’è anche il giovanissimo Mario Cinque, di Vico Equense. Anche lui diplomato all’Istituto Scuola Alberghiera, iniziando così a girare, per stage, diversi ristoranti italiani e campani. La sua terra ispira la sua cucina, gli odori e i sapori si intrecciano con una leggera rivisitazione. Dal 2004 lavora con lo chef Peppe Guida, presso l’”Osteria Nonna Rosa” di Vico Equense, in cui ogni giorno si confronta e reiventa ricette della tradizione sorrentina come Spaghetti alle acciughe sott’olio, peperoncino dolce e pecorino di Laticauda, Hamburger di seppie e piselli in fiore, Baccalà orto verde e salsa di peperone, Battuto di palamita e giardino di primavera, ricotta e mandarini tardivi. www.osterianonnarosa.it     Anche il giovane Giuseppe Ruotolo è campano, Executive Chef dello “Yacht Club di Marina di Stabia”, a Castellammare di Stabia (NA). Dopo il diploma presso l’IPSSAR inizia a fare tante esperienze in vari ristoranti campani, conoscendo il suo maestro, lo chef eccellente Enrico Cosentino, che gli ha insegnato i segreti culinari più importanti e lo guida nelle sue scelte. Nel 2007 il ristorante “Ziro”, sempre a Roma, ed è in questo periodo l’invenzione di un insolito formato di pasta “L’Accartocciato”, elaborato da un quadro di sfoglia dello stesso impasto degli scialatielli (in onore allo chef Enrico Cosentino) e appunto accartocciato come una carta da voler buttare, il quale in cottura si apre leggermente e tutte le pieghe fungono da contenitore per qualsiasi tipo di sugo anticipando la mantecazione. Nel 2009 si mette in proprio e con un socio decide di aprire un piccolo locale a Cava de Tirreni, “L’Accartocciato”. I suoi piatti sono espressione della sua terra, rinnovati per renderli più contemporanei, come Ndunderi seppie capperi e limone, L’alleanza del verde e le sue tonalità, Accartocciati vongole arancio e asparagi, Il multicolore. http://chefgiusepperuotolo.blogspot.com/   Foto by Lorenza Vitali
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