La 63° edizione della Guida Michelin Italia

Un'edizione ricca di novità con nuove stelle che brillano nell'olimpo della guida Michelin.
La guida Michelin nasce in Francia nel 1900 dal volere dei fratelli fondatori del noto marchio di pneumatici Michelin. Lo scopo della guida era quello di aiutare e consigliare gli automobilisti francesi sui loro avventurosi viaggi: stazioni di rifornimento, officine per cambiare i pneumatici e indicazioni su dove mangiare e dormire. Con il passare degli anni la guida è diventata sempre più autorevole ed ha varcato i confini di molti paesi, 28 per l’esattezza.

I rigorosi criteri di selezione sono gli stessi per ogni paese e seguono cinque determinati fattori che rendono la Guida Michelin un riferimento nel campo della ristorazione. Ogni ispettore Michelin opera in modo anonimo seguendo una consolidata metodologia in tutto il mondo e pagando il conto al ristorante, valutando esclusivamente la qualità della cucina in base a:
  • qualità dei prodotti,
  • gusto e abilità nella preparazione dei piatti e nella combinazione dei sapori,
  • cucina rivelatrice della personalità dello chef,
  • rapporto qualità/prezz,
  • continuità nel tempo e nel menu.
Questi criteri sono rispettati dagli ispettori Michelin in Italia, come in Giappone o in Cina e negli Stati Uniti. Ne consegue che la qualità di un ristorante tre stelle è la stessa a Firenze e a New York, così come dev’essere equiparabile la qualità di un ristorante una stella a Napoli e a Londra.

La prima guida Michelin ha debuttato in Italia nel 1956 e il 16 novembre 2017 a Parma si è tenuta la presentazione della 63esima edizione della Guida tra grandi rivelazioni e novità. Con 26 novità tra i ristoranti stellati e 356 locali segnalati, l’Italia si conferma la seconda selezione più ricca al mondo con 2.700 ristoranti stellati e non. Le regioni con più ristoranti Gourmand sono: Emilia Romagna 33, Piemonte 29, Lombardia 28, Toscana 27 e Veneto 25.

Tra le novità più grandi troviamo la conquista della terza stella per il ristorante St. Hubertus di San Cassiano, guidato dallo chef Norbert Niederkoler. “Nei piatti di Norbert Niederkofler - Commenta Michael Ellis, Diretttore internazionale Guide Micheline -  si gustano questi sapori, si vedono le montagne, si ascoltano queste storie. L’incontro con questa cucina non è un pasto, ma un’indimenticabile esperienza umana. Per gli ispettori Michelin, tre stelle emozionanti.”

Si confermano ristoranti a 3 stelle: Piazza Duomo ad Alba, Da Vittorio a Brusaporto, Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio, Reale a Castel di Sangro, Enoteca Pinchiorri a Firenze, Osteria Francescana a Modena, La Pergola a Roma, Le Calandre a Rubano.

Tre grandi novità nei ristoranti 2 stelle Michelin:
Andrea Aprea, ristorante Vun, Milano, "Due stelle illuminano la sua cucina innovativa, che «guarda al futuro senza mai dimenticare le sue origini».

Matteo Metullio, ristorante La Siriola, San Cassiano “Grandi novità, quest’anno, a San Cassiano. Due stelle riconoscono lo stile e la qualità della cucina del ristorante La Siriola, grazie al ventottenne chef Matteo Metullio, «talento innato» che già a dodici anni è certo della sua vocazione".

Alberto Faccani, ristorante Magnolia, Cesenatico, Conquistano le due stelle i suoi piatti memorabili, le cui costanti sono elaborazione, fantasia e accostamenti originali, che valorizzano le materie prime del territorio, superandone i confini.”

Tra le 26 novità stellate, è significativo il dato relativo ai giovani chef: il 30% dei ristoranti sono guidati da giovani talenti che hanno meno di 35 anni. Tra questi, 4 hanno un’età uguale o inferiore a 30 anni.

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